Venerdì 27 Febbraio 2026 09:02
Salvo D’Acquisto, «esempio di martirio che nasce da un percorso di vita»


A San Pio X l'incontro con lo storico Guiducci dedicato al vicebrigadiere dei Carabinieri che nel 1943 diede la vita in cambio di quella di 22 ostaggi, vittime di una rappresaglia dei tedeschi
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Un anno fa Salvo D’Acquisto veniva riconosciuto come “venerabile” da Papa Francesco, che dall’ospedale Gemelli dove era ricoverato il 24 febbraio firmò il decreto poi promulgato dal dicastero delle Cause dei santi. In occasione di questo anniversario, ieri sera, 26 febbraio, nell’Auditorium della parrocchia di San Pio X, alla Balduina, è stato organizzato un momento di ricordo e riflessione dedicato al vicebrigadiere dei Carabinieri che, non ancora 23enne, nel 1943 diede la sua vita in cambio di quella di 22 ostaggi, vittime di una rappresaglia dei soldati tedeschi.

Come ha spiegato il parroco monsignor Andrea Celli nel suo intervento, Salvo D’acquisto è «un esempio grande di martirio, che non è mai un’improvvisazione ma un percorso di vita che ha il suo acme nel dono di sé», a dire che «non si riesce a essere martire se non si incarna ogni giorno il dono di sé agli altri, anche solo con un sorriso o un abbraccio». Nel decreto che lo definisce venerabile, infatti, si definisce che la decisione di Salvo D’Acquisto non fu dettata da «un semplice atto di solidarietà civica e di filantropia laica», bensì inserita «in uno stile di vita consapevolmente e coerentemente cristiano». Il parroco ha anche affermato che l’evento commemorativo è stato l’«occasione per onorare la figura di Salvo D’Acquisto e tutte le forze dell’ordine che tutti i giorni si spendono per la nostra sicurezza» e dalle quali «ci sentiamo accompagnati e accomunati nel voler promuovere le nuove generazioni ai valori comuni, che poi sono i principi evangelici che danno senso alla vita». Il sacerdote ha anche sottolineato che tanto la parrocchia quanto le forze dell’ordine hanno «obiettivi comuni» a favore dei più giovani, seppure con «missioni diverse» ma orientate a «prevenire devianze» e volendo «dare delle prospettive di senso ai giovani e alle loro famiglie».
A presentare la figura del vicebrigadiere dei Carabinieri ucciso con un colpo di pistola allo sterno a Palidoro, poco lontano da Ladispoli, è stato lo storico Pier Luigi Guiducci, autore del testo “Salvo D’Acquisto. Una morte per la vita”, edito da Educatt. «Nato a Napoli nel 1920, fin da bambino si dimostra socievole e capace di interagire bene con gli altri – ha detto l’esperto -: era iscritto all’Azione cattolica e giocava a pallone dai Salesiani»; arruolatosi volontario nei Carabinieri nel 1939, «partecipò alla campagna d’Africa e, dopo «una malattia per febbre malarica tornò in Italia e fu assegnato a Torrimpietra, vicino a Roma, dove prestò servizio fino alla sua morte eroica».

Proiettando delle foto originali in bianco e nero, Guiducci ha voluto quindi non solo ripercorrere le tappe più importanti della vita di D’Acquisto ma, più di tutto, chiarire «alcuni falsi storici che film e serie televisive hanno contribuito a diffondere». Ad esempio, in merito ad alcune foto in cui Salvo D’Acquisto è affiancato da una giovane donna «si è detto e si scrive che sia la sua fidanzata mentre si tratta di Erminia, la sorella», ha spiegato lo storico. Ancora, Guiducci ha mostrato l’immagine di Giuliana Di Censi, «una ragazza che interagì con Salvo D’Acquisto e che viveva a Guidonia». In una serie televisiva, ha spiegato lo storico, «si mostra una scena dell’attore che interpreta il giovane vicebrigadiere nel letto con l’attrice che ha il ruolo di Giuliana», una scelta registica «totalmente inventata» perché la stessa interessata ha raccontato «con modi semplici e senza volontà di trionfalismi» che per lei Salvo D’Acquisto era «un bravo ragazzo, amico del padre, casellante delle ferrovie».

Di Censi, ha riferito ancora Guiducci, «racconta sì di una immediata simpatia tra lei e D’Acquisto ma anche che tutti gli incontri tra loro furono alla presenza del padre». Questo elemento è importante da chiarire per lo storico perché anche «a causa di queste errate e false posizioni» la causa di beatificazione – già avviata nel 1983 e con la “positio” convalidata nel 1993 – avrebbe «subito un arresto». Del resto, «nel 2007 la Congregazione per le cause dei santi aveva sospeso la dichiarazione di martirio – sono ancora le parole dello storico -. Poi Papa Francesco ha riconosciuto “l’offerta della vita” di Salvo, riaprendo il processo». Infatti la terza via della santità è l’offerta della vita – le altre due sono il martirio e l’eroicità delle virtù -, riconosciuta dal motu proprio “Maiorem hac dilectionem” di Papa Francesco, dell’11 luglio 2017. Stabilisce che è possibile proclamare la santità di coloro che sono morti per amore del prossimo, affrontando un pericolo che quasi certamente li avrebbe condotti alla fine della propria esistenza.
27 febbraio 2026
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