Venerdì 27 Febbraio 2026 09:02
Nasce al Tuscolano Casa “Maria e Guido”


La struttura di accoglienza dell'Unitalsi, nell'ambito del Progetto dei Piccoli a sostegno delle famiglie costrette a curare i figli lontano da casa, conta 4 posti letto, con cucina e bagno
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Inaugurata a Roma la nuova casa di accoglienza dell’Unitalsi “Maria e Guido”, al Tuscolano, pensata per offrire ospitalità, conforto e supporto alle persone con disabilità, ai malati e alle loro famiglie. L’obiettivo è quello di «garantire un ambiente accogliente, accessibile e attento ai bisogni di famiglie che devono seguire la degenza dei propri figli ricoverati presso i poli ospedalieri pediatrici di Roma, nel segno della solidarietà e del servizio che da sempre contraddistinguono l’associazione», spiegano dall’Unitalsi.
4 posti letto, cucina e bagno, la casa è completamente arredata grazie alla donazione di un volontario della Sezione lucana di Unitalsi. E altri volontari mettono a disposizione cuore e competenze per accompagnare gli ospiti in un’esperienza di condivisione, unendo all’assistenza la vicinanza umana. All’inaugurazione erano presenti il presidente nazionale Unitalsi Rocco Palese, i membri del Consiglio direttivo e dell’assemblea nazionale, insieme al benefattore Gian Franco Marsigliesi. La struttura è stata benedetta dall’assistente nazionale l’arcivescovo Rocco Pennacchio e ufficialmente aperta alla comunità, pronta ad accogliere chiunque abbia bisogno di sostegno e di un ambiente familiare.
Casa “Maria e Guido” è un’ulteriore tappa del Progetto dei Piccoli di Unitalsi, che dà corpo all’impegno a promuovere inclusione, dignità e prossimità, rafforzando la rete di solidarietà che ne anima la missione. Nato nel 2002, «il Progetto dei Piccoli rappresenta una risposta concreta alle difficoltà delle famiglie costrette a lasciare la propria casa per consentire ai figli di affrontare cure onco-ematologiche lontano dal luogo di residenza», spiegano da Unitalsi. Accoglienza gratuita, dunque, ma anche sostegno umano e prossimità.
Negli ultimi due anni grazie al Progetto nelle diverse case di accoglienza sul territorio nazionale sono stati accolti quasi 600 nuclei familiari. Tre le strutture nel polo romano, che hanno ospitato circa 140 famiglie. Nel dettaglio, Casa Bernadette, in zona Valle Aurelia, ha accolto circa 60 pazienti provenienti soprattutto dal Sud Italia, ma anche dal Centro, dall’Est Europa e, in alcuni casi, dall’Africa e dall’Australia. Le Case Sofia e Amelia invece hanno ospitato circa 80 famiglie, in prevalenza italiane, con presenze dall’Est europeo. A Genova, le quattro case del polo ligure hanno dato accoglienza a circa 300 famiglie, quasi tutte italiane, con alcune presenze russe. Al Sud, Casa Sveva ha accompagnato circa 20 famiglie provenienti dall’intero Mezzogiorno, mentre Casa Frizzi ha già accolto 4 nuclei familiari, italiani e provenienti anche dall’Europa.
«Fondamentale», rimarcano dall’associazione, la collaborazione con l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e con l’Istituto Giannina Gaslini di Genova, con cui sono attivi protocolli d’intesa per l’accoglienza dei piccoli pazienti segnalati dagli stessi ospedali.
27 febbraio 2026
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