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Venerdì 27 Febbraio 2026 14:02

Delitto al Club Privé: al via a Roma le riprese del noir di Stefano Calvagna

Sono iniziate a Roma le riprese di “Delitto al Club Privé”, noir contemporaneo diretto da Stefano Calvagna e prodotto da Nicola Archilli con Poker Film 2005 LTD. Calvagna, già regista di Bombolo – Core de’ Roma, Baby Gang, Non escludo il ritorno, Il Lupo, Il peso dell’aria e L’uomo spezzato, torna dietro la macchina da [...]

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Calvagna, già regista di Bombolo – Core de’ Roma, Baby Gang, Non escludo il ritorno, Il Lupo, Il peso dell’aria e L’uomo spezzato, torna dietro la macchina da presa con un progetto che affonda le radici nel cinema di genere italiano, rielaborandone atmosfere e tensioni in chiave contemporanea.

Il film è interpretato, tra gli altri, da:

Andrea Misuraca (Rocky Giraldi), Gianfranco Zedde (Bombolino), Domenico Diele, Emanuele Cerman, Claudio Vanni, Stefano D’Orazio, Cristiano Pittarello, Giada Colafrancesco, Giulia Morgani, Giulia Diamond, Niccolò Calvagna, Saverio Vallone, Giulia Di Quilio, Lucia Batassa, Antonio Flamini, Patrizio Pellizi, Eugenio Stefanizzi e Valter Lucarelli.

Un cast ampio che dà corpo a una storia ambientata in una Roma notturna e ambigua, dove il confine tra legalità e crimine si fa sempre più sottile.

“Delitto al Club Privé” rende omaggio al poliziottesco italiano, richiamando in particolare lo spirito di Delitto al Blue Gay di Bruno Corbucci.

da_sinistra_Giulia_Morgani__Stefano_Calvagna_e_Saverio_Vallone
da_sinistra_Giulia_Morgani__Stefano_Calvagna_e_Saverio_Vallone

I personaggi di Rocky Giraldi e Bombolino si inseriscono idealmente nella tradizione cinematografica legata a Tomas Milian e Bombolo, evocandone toni e caratterizzazioni, pur all’interno di una narrazione attuale.

Il film racconta una città in cui la verità non libera, ma mette in pericolo chi la possiede. Un potere silenzioso governa senza bisogno di nascondersi, lontano da intercettazioni e controlli.

La storia si apre con il commissario Alfieri, convocato nel suo ufficio ai piani alti del Ministero da due figure istituzionali. Il colloquio è teso e allusivo: non si parla ancora di un delitto, ma di un archivio digitale contenente informazioni capaci di compromettere equilibri delicatissimi tra criminalità, affari e istituzioni.

Poche ore dopo, al Flirt Club Privé – locale notturno esclusivo dove sesso, droga e denaro scorrono senza morale – l’avvocato Ferreri viene trovato morto in una stanza privata. È stato avvelenato.

Con lui c’era Elena, donna ai margini di quel mondo, che si ritrova improvvisamente al centro di una vicenda più grande di lei. Prima di morire, Ferreri le affida una chiavetta USB. Elena la nasconde su di sé, trattiene il panico e attraversa il locale fingendo normalità, mentre la musica continua a battere e i corpi a muoversi come se nulla fosse accaduto. Poi fugge nella notte.

Il caso viene affidato a Rocky Giraldi: poliziotto sboccato, ironico, apparentemente fuori luogo, ma animato da un senso di giustizia che lo spinge ad andare fino in fondo, a qualsiasi costo.

Sul versante tecnico, la direzione della fotografia è affidata a Matteo De Angelis, le scenografie a Paolo Nicoletti, il sonoro a Yann Fadanelli, i costumi ad Agostina Imperi. Le musiche sono firmate da Paolo Vivaldi, mentre il montaggio è curato da Roberto Siciliano.

Ambientato in una Roma descritta come stanca e attraversata da un potere che non teme più di mostrarsi, “Delitto al Club Privé” si preannuncia come un noir teso e attuale, capace di intrecciare intrattenimento e riflessione, nel solco del grande cinema di genere italiano.

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