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Venerdì 27 Febbraio 2026 15:02

NTA del PRG: quali regole per la città che cambia – Tommaso Amodeo (Pres. Comm. Urbanistica)

Pubblichiamo l’intervento di Tommaso Amodeo, Presidente della  VIII Commissione Urbanistica di Roma Capitale, al convegno

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Pubblichiamo l’intervento di Tommaso Amodeo, Presidente della  VIII Commissione Urbanistica di Roma Capitale, al convegno di Alleanza Verdi Sinistra del 18 febbraio 2026 “Norme tecniche per l’attuazione del PRG: quali regole per la città che cambia”[su gentile  concessione del Presidente e degli organizzatori – le note sono di Carteinregola]

Tommaso Amodeo : ringrazio Adriano Labbucci, per questo invito e tutta Alleanza Verdi Sinistra. Mi avrebbe fatto piacere ascoltare prima le parole dell’assessore Veloccia
[i]
, ovviamente, per cui intervengo un po’ alla cieca, però le cose che avrei detto davanti a Veloccia le dico comunque.

Il legislatore prevede che il PRG [Piano Regolatore Generale]sia votato due volte. Dopo il primo voto ci sono le osservazioni, le controdeduzioni e poi il secondo voto. Il legislatore prevede il secondo voto non come esercizio di stile, ma perché lo strumento del Piano Regolatore è così complesso, così grosso, che si prevede che i terzi possano dare del valore aggiunto e dire delle cose importanti, portare valore all’amministrazione.

E arriviamo al caso nostro. A dicembre 2024 abbiamo adottato la variante. Ciò che ora noi in questa fase dobbiamo mostrare, come amministrazione, è la capacità di ascolto delle critiche che abbiamo ricevuto. Noi, come politica, abbiamo lavorato con grande operosità fino a ora. Adesso, alla operosità deve seguire la umiltà nell’ascoltare le critiche più significative. Dunque dobbiamo cambiare qualcosa.

Tante associazioni hanno formulato osservazioni di qualità, nonché la Soprintendenza di Stato e la Sovrintendenza Capitolina hanno preso carta e penna e hanno scritto cose rilevanti. Cose molto rilevanti, tanto più che non le avevano dette prima, perché si sono espresse per la prima volta dopo aver letto il testo coordinato.

I temi sono tanti, io ne ho tirati fuori tre che mi stanno a cuore: Carta per la qualità, G2 [Guida per la Qualità degli interventi] in Città Storica
[2]
e DR [Demolizione e Ricostruzione]  in Città Storica. L’articolo 16.3 delle NTA [Norme Tecniche di Attuazione]
[3]
l’abbiamo citato tutti, la prevalenza della norma di Piano sulle indicazioni del G2 è un tema. Riconosco che non avevo capito la portata di questa norma fino in fondo quando l’ho votata. Ora bisogna gestirla e bisogna fare delle scelte chiare. E sono scelte complicate, come diceva il collega Bonessio.

O la cancelliamo, se riusciamo a trovare una convergenza, oppure dobbiamo prevedere delle eccezioni, ossia dei casi in cui la prevalenza non si applica. Quindi o agiamo a monte, cancellandola, o agiamo a valle, dicendo: “Qua non c’è prevalenza”. Il discorso, come potete immaginare, è delicato.

È chiaro che se si stabiliscono le eccezioni, le eccezioni vanno declinate sia come categorie di intervento sia come classi di immobili.

Come categorie di intervento, mi sembra difficile sfuggire a DR e RE [Ristrutturazione Edilizia], le categorie più rilevanti. E come classi di immobili, il discorso è articolato, perché oggi si fa un gran parlare di villini, come se la salvaguardia dei villini fosse la salvaguardia della città. Anche, ma non è tutto. Nel G2 ci sono sei famiglie, ventiquattro classi, quarantun categorie. Questo è il perimetro che deve essere salvaguardato, non un oggetto di più, non un oggetto di meno.

Non sono le NTA il luogo dove stabilire regole diverse per le diverse classi. Noi come politica possiamo fare delle cose precise, possiamo alleggerire il G1 [Carta per la Qualità], secondo me dobbiamo alleggerire il G1 dove ci sono troppe cose. Dobbiamo aggiornare e possiamo anche rivedere il G2, ma non sono le NTA, a mio avviso, il luogo dove fare regole diverse per diverse classi. Vedremo come evolverà il dibattito nei prossimi mesi. Certo, è importante che la consapevolezza fra i colleghi cresca su questi temi, e io sono fiducioso che stia crescendo.

Il secondo tema che mi sta cuore è l’utilizzo del G2 in Città Storica, quindi parte tre del G2. Farò del mio meglio, perché bisogna stare sempre un po’ cauti, per ripristinare il G2, almeno negli articoli 24, mi sembra, commi 6, 12 e 25.3. Quindi, il G2 è uno strumento fondamentale per il CO.Q.U.E [Comitato per la Qualità Urbana ed Edilizia]
[4]
, è un messale per valutare i progetti, altrimenti avremo una città che crescerà in modo disordinato, con una deregulation urbanistica. Avremo una città dove gli uffici avranno difficoltà a seguire i progetti e quindi sarà tutto un pochino più complicato. Dunque il G2 va rimesso al centro dell’agenda.

Il terzo tema è la sostituzione edilizia, intesa come Demolizione e Ricostruzione, in Città Storica.

Nel vecchio Piano era sottoposta a una serie di limiti: si poteva fare quando c’erano le alterazioni irreversibili, oppure previa verifica storico-architettonica alla luce del G2, e sui tessuti T1 e  T2
[5]
si poteva fare quando c’era la perdita del requisito tipo morfologico, e sui tessuti successivi occorreva fare verifiche storico-architettoniche. Oggi tutti questi filtri si sono, mi sembra, alleggeriti, o forse addirittura azzerati, e qualche filtro sarebbe bene rimetterlo, prima che Elon Musk compri una bella palazzina antica, la butti giù e faccia un bel falso storico, che diventerebbe un monumento a sua volta per la originalità dell’operazione.

Ma se riusciamo a non fargliela fare, io sono più contento.

Grazie!

Tommaso Amodeo

27 febbraio 2026

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com


NOTE

[1] l’assessore all’urbanistica Veloccia si era dovuto allontanare per impegni istituzionali ed è poi intervenuto alla fine del convegno

[2]
La Città Storica nel Piano Regolatore Generale (PRG) di Roma (artt. 24-44 NTA) è definita come un sistema integrato che comprende il centro storico (entro le mura), le espansioni otto-novecentesche e insediamenti di valore storico/testimoniale. È soggetta a tutela, con interventi finalizzati alla conservazione del tessuto edilizio, spaziale e morfologico vedi
https://geoportale.comune.roma.it/georoma/norme/ART_NTA/Art_24.htm#:~:text=Art.%2024.%20Norme%20generali%20*%20Per%20Citt%C3%A0,consolidata%2C%20interne%20ed%20esterne%20alle%20mura%2C%20e

[3]
Vedi Adozione Modifiche NTA PRG – ART. 16 Carta per la Qualità vedi
https://www.carteinregola.it/idossier-2/modifiche-al-piano-regolatore-di-roma-cronologia-materiali/delibera-di-adozione-modifiche-piano-regolatore/adozione-modifiche-nta-prg-art-16-carta-per-la-qualita/

[4]
Il Co.Q.U.E. (Comitato per la Qualità Urbana ed Edilizia) a Roma è l’organismo tecnico istituito dal 
Piano Regolatore Generale (PRG)
 del Comune di Roma. Ha il compito di esprimere pareri obbligatori sulla qualità architettonica e urbanistica di progetti, specialmente in ambiti delicati o di trasformazione urbana. vedi
https://www.comune.roma.it/web/it/scheda-servizi.page?contentId=INF48837&pagina=5#:~:text=Roma%20Capitale%20%7C%20Sito%20Istituzionale%20%7C%20Comitato,Q.U.E
.)

[5]
I tessuti T1 (origine medievale) e T2 (di espansione otto-novecentesca) nel PRG di Roma definiscono aree storiche con regole rigide di conservazione e trasformazione. I T1 presentano tessuti complessi, mentre i T2 sono definiti da espansioni ottocentesche e novecentesche



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