Venerdì 27 Febbraio 2026 14:02
Roma supera Milano: è la 27ª città più influente al mondo
C’è solo una cosa che il romano ama più di Roma: le classifiche che confermano che Roma è meglio di Milano. Siamo nati, cresciuti, e pensavamo di morire sentendo ripetere sempre la solita solfa. Milano corre, Roma guarda. Milano produce, Roma contempla. Milano locomotiva, Roma vagone ristorante. Una narrazione talmente tanto ripetuta che sembrava un […]
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C’è solo una cosa che il romano ama più di Roma: le classifiche che confermano che Roma è meglio di Milano.
Siamo nati, cresciuti, e pensavamo di morire sentendo ripetere sempre la solita solfa. Milano corre, Roma guarda. Milano produce, Roma contempla. Milano locomotiva, Roma vagone ristorante. Una narrazione talmente tanto ripetuta che sembrava un destino naturale duro a morire, perlomeno fino ad oggi.
Secondo il Global Cities Report 2025 di Kearney, Roma supera Milano nella classifica delle città globali più influenti al mondo. Non una sensazione, non un “si dice”, ma una classifica internazionale ufficiale che misura quanto una città conta davvero nel mondo, oggi. A livello mondiale, Roma si piazza al 27° posto e Milano al 30°. Tre posizioni di distacco che, tradotte in termini italici, valgono come un derby vinto in trasferta.
Il Global Cities Index non valuta se una città è “bella” o se gli abitanti sono “simpatici”, ma se è rilevante: attività economica, attrazione di talenti, circolazione di idee, peso culturale, presenza politica internazionale. Insomma, non basta fare le Fashion Week o aprire 20 coworking con mattoni a vista in un solo isolato: bisogna affermarsi come nodo centrale del mondo contemporaneo.
La cosa interessante è che Roma cresce nonostante Roma: non grazie a miracoli, ma grazie a un percorso di lungo termine che negli ultimi tre anni l’ha portata a scalare 13 posizioni, passando dal 40° posto del 2022 al 27° del 2025. Dietro ci sono più flussi di capitale, più servizi professionali, più imprese. Ma soprattutto c’è una città che, lentamente, sta smontando il luogo comune del “è bella ma…”. Ma niente.
Andiamo nel pratico: la stagione dei cantieri è aperta, è vero, ma sta anche restituendo pezzi di città che sembravano irraggiungibili. Le stazioni-museo della Linea C a Colosseo-Fori Imperiali e Porta Metronia, l’idea – che ormai non sembra più fantascienza – di una metro che arrivi fino a Roma Nord, la Metro D che torna a essere un orizzonte possibile con l’avvio dei lavori previsto nel 2027.
Roma ha iniziato a togliere spazio alle auto, cosa che qui equivale a una rivoluzione culturale. La pedonalizzazione di Piazza Pia, via Ottaviano e piazza dei Cinquecento ha cambiato la percezione di intere aree, dimostrando che il traffico non è un elemento naturale come il Tevere. A questo si aggiungono nuove ciclabili strategiche come Monte Ciocci, aree verdi totalmente rinnovate come Parco Schuster a San Paolo, i nuovi parchi d’affaccio sul Tevere che ci portano a dire “Roma come Parigi” (e forse pure meglio). Insomma, la città eterna sta andando chiaramente verso una direzione europea dello spazio urbano in cui la macchina non sparisce, ma smette di comandare.
Insomma, con buona pace dei luoghi comuni, Roma sta tornando a pesare. E, come ha anche detto il sindaco Roberto Gualtieri “Roma è stata ferma per molti anni, mentre Milano correva. Oggi però siamo ripartiti”.
E poi c’è il sogno finale, quello che chiuderebbe il cerchio: le Olimpiadi. Milano ha avuto le sue invernali, Roma sogna quelle “vere”. Si parla di una possibile candidatura della capitale per il 2036 o il 2040. Dopo la prova di fuoco del Giubileo, superata a gonfie vele, il pensiero non sembra più così azzardato. E poi possiamo rassicurare gli atleti: qui a Roma, i materassi, li sappiamo fare bene!
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