Sabato 28 Febbraio 2026 14:02
Malattie rare: Aurigemma, con decreto ministeriale 77 fine isolamento per pazienti
A Roma, il presidente Aurigemma discute la riorganizzazione della sanità per le malattie rare, evidenziando una rivoluzione culturale nel settore.
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Questa mattina, il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, ha preso parte a un’importante iniziativa a Roma, in occasione della Giornata mondiale delle malattie rare. L’evento si è svolto presso il Salone del Commendatore di Borgo Santo Spirito, dove Aurigemma ha discusso della riorganizzazione della sanità territoriale. Ha sottolineato come l’attuazione del decreto ministeriale 77 del 2022 stia rappresentando una svolta epocale, soprattutto per i pazienti affetti da malattie rare e per le loro famiglie. “Il nuovo assetto della sanità territoriale delineato dal Dm 77 non è una semplice riforma burocratica, ma una vera rivoluzione culturale – ha affermato il presidente Aurigemma – . Per anni, chi affrontava una patologia rara si è trovato sospeso in un vuoto assistenziale tra l’eccellenza dei centri specialistici e la carenza di supporto vicino casa. Oggi, grazie al dott. Quintavalle e alla Asl Roma 1, partirà una nuova piattaforma che abbatterà i compartimenti stagni, costruendo un ponte solido tra l’alta specializzazione e l’assistenza di prossimità”.
Secondo Aurigemma, il cuore della trasformazione risiede nella capacità di fare rete: “Le Case della Comunità diventano il nuovo nodo di un sistema integrato. Il paziente non dovrà più farsi carico di coordinare la propria cura; sarà il sistema a farsi carico della persona. Questo significa che il protocollo terapeutico definito nei grandi centri di riferimento potrà essere attuato e monitorato sul territorio, a pochi passi dal domicilio, garantendo continuità assistenziale e una migliore qualità della vita. La digitalizzazione e la telemedicina sono il collante di questo nuovo modello. Consentono allo specialista del centro hub di dialogare in tempo reale con il medico di medicina generale, garantendo risposte rapide e appropriate senza costringere pazienti fragili a spostamenti faticosi e costosi. La tecnologia, unita alla competenza multidisciplinare, è lo strumento che rende la sanità laziale più equa e umana. Il Consiglio regionale del Lazio – ha concluso – è impegnato a monitorare e sostenere questo percorso di transizione. La nostra priorità è far sì che nessun cittadino, indipendentemente dalla rarità della sua patologia, si senta ‘orfano’ di cure nel proprio territorio. Il Dm 77 ci offre la cornice normativa; a noi spetta il compito di riempirla di contenuti, risorse e professionalità per dare risposte concrete ai bisogni di salute dei nostri cittadini”.
