Domenica 1 Marzo 2026 18:03
Leone alla parrocchia dell’Ascensione: «Essere al Quarticciolo lievito di bene e di giustizia»


Il Papa ha incontrato la comunità, presiedendo la Messa in una chiesa gremita di fedeli. Il parroco padre Canali: «La sua visita oggi ci dice che siamo amati ma soprattutto che non potrà essere sempre notte». L'incontro con anziani e malati
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Uno sguardo attento alla realtà fino a toccare le piaghe di un territorio segnato da «numerosi e complessi problemi», per affrontare i quali è necessaria «la pedagogia dello sguardo di fede, che trasfigura di speranza ogni cosa, mettendo in circolo passione, condivisione, creatività come cura delle tante ferite di questo quartiere». Le parole di Papa Leone XIV in visita pastorale alla parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, al Quarticciolo, sono risuonate potenti, in una chiesa gremita di fedeli i cui sguardi si sono visibilmente rasserenati nel sentirsi sostenuti.
Tanti i bambini presenti, dai quali è partito un applauso spontaneo mentre il Papa attraversava la navata. Il vescovo di Roma si è detto felice di visitare «una comunità viva e vivace», che non si fa abbattere né dai problemi sociali né dalla criminalità ma «testimonia il Vangelo con coraggio». Da Leone anche l’apprezzamento per il motto programmatico parrocchiale “Facciamo Comunità”, che traccia «un cammino per rafforzare il senso di appartenenza e l’accoglienza, con le braccia aperte, di tutti, davvero di tutti», e l’esortazione ad «andare avanti in questo cammino di apertura al territorio e di cura delle sue ferite».
L’auspicio è che anche altri prendano esempio e si uniscano «per essere al Quarticciolo lievito di bene e di giustizia». Leone si è quindi rivolto ai giovani che fanno parte dei cinque gruppi Magis, con i quali aveva già dialogato poco prima in oratorio, osservando che il loro cammino di fede funge anche da «stimolo per gli adolescenti a superare la mediocrità scegliendo una vita coraggiosa, autentica e buona, che trova in Gesù Cristo il suo “Magis” per eccellenza».
Il Vangelo proposto per la II domenica di Quaresima narra della Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor. Quella luce sfolgorante che abbagliò Pietro, Giacomo e Giovanni «è già presente» nella comunità dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, «perché qui opera il Signore» e in tanti si affidano alla «sua dolce potenza che tutto trasforma». L’importante è non cedere alla «tentazione dello scoraggiamento, con la perdita di motivazioni e di slancio», l’insegnamento di Leone, che ha spronato a «testimoniare l’identità di cristiani» anche e soprattutto «di fronte al mistero del male». Da qui l’invito ad ascoltare Gesù che vuole «insegnarci in questa città la logica dell’amore incondizionato, dell’abbandono di ogni difesa che diventa offesa».
La prima lettura narra del viaggio di Abramo, che fidandosi e affidandosi al Signore lascia tutto e intraprende un viaggio al termine del quale guadagnerà grandi ricchezze. «Anche noi – ha affermato Prevost – se dalla fede ci lasciamo chiamare al cammino, a rischiare nuove decisioni di vita e di amore, smetteremo di temere di perdere qualcosa, perché sentiremo di crescere in una ricchezza che nessuno può rubare».

(foto: diocesi di Roma/Gennari)
Con il Papa hanno concelebrato, tra gli altri, il cardinale vicario Baldo Reina, il vescovo eletto Alessandro Zenobbi e il parroco padre Daniele Canali. Quest’ultimo in ricordo della visita ha donato al Papa l’icona del Cristo Anapeson, nota anche come l'”Occhio che veglia”. L’opera, realizzata da un’iconografa della prefettura, raffigura Gesù reclinato in un sonno vigile mentre custodisce il suo gregge. Ai piedi del Cristo c’è un leone, un richiamo al capitolo 49 della Genesi. Ai lati di Gesù ci sono la Vergine Maria e l’Arcangelo Gabriele. «La sua visita oggi ci dice che siamo amati ma soprattutto che non potrà essere sempre notte – ha affermato, molto commosso -, ma che la primavera è vicina ed è possibile in Gesù Cristo». Il religioso ha portato quindi il saluto degli anziani, assenti perché impossibilitati a uscire da palazzi senza ascensori.
Dopo la celebrazione il Papa ha salutato il presbiterio. Durante il pomeriggio, lasciato l’oratorio, ha incontrato gli anziani e gli ammalati. Parlando a braccio, Leone ha riflettuto che per risolvere i tanti problemi che affliggono il quartiere «è importante che la voce della parrocchia “svegli” un po’ le risposte delle autorità – la polizia, lo Stato -, che molte volte potrebbero fare di più. Allora anche questa voce che viene da una comunità di fedeli di una parrocchia può alzarsi e si può cercare di fare cambiamenti importanti per il bene di tutti. Lavoriamo insieme – ha infine esortato -, cerchiamo di vivere la fede insieme e cerchiamo di essere sempre questa testimonianza». Ancora, il pontefice ha ascoltato quattro mamme di tossicodipendenti in carcere. Il consiglio pastorale gli ha invece illustrato il cammino portato avanti.
Lasciato l’oratorio il Papa
1° marzo 2026
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