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Domenica 1 Marzo 2026 16:03

Leone arrivato al Quarticciolo



Il Papa accolto dalla comunità dell'Ascensione. Presenti insieme al parroco padre Canali il vicario Reina e il vescovo eletto del settore Est Zenobbi. «Sono preoccupato per ciò che succede nel mondo»

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È iniziata nel cortile dell’oratorio la visita pastorale di Papa Leone XIV alla parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo al Quarticciolo, periferia est di Roma, questo pomeriggio, domenica 1° marzo. Al suo arrivo, intorno alle 16, l’auto del pontefice è stata accolta da un’esplosione di gioia; in tanti hanno urlato: “Eccolo” un grido quasi liberatorio da parte di fedeli e residenti, che vedono in questa visita un segnale di speranza per un territorio ritenuto dagli inquirenti tra le più attive piazze dello spaccio della Capitale.

A fare gli onori di casa il cardinale vicario Baldo Reina, il vescovo eletto del settore est Alessandro Zenobbi e il parroco della parrocchia affidata ai sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù – Dehoniani -, padre Daniele Canali. Applausi e canti hanno accompagnato l’ingresso del Papa tra due ali di persone. All’ingresso dell’oratorio è stato affisso uno striscione bianco con scritto in blu “Benvenuto Santo Padre”. Dal tono molto più confidenziale quello affisso sotto la tettoia sul quale è scritto in blu e in rosso “Daje Papa Leone: ‘Sei un grande!'”.


(foto: diocesi di Roma/Gennari)
Leone ha trovato ad attenderlo poco più di 250 persone. Tra loro i bambini del catechismo, le famiglie, i ragazzi e gli educatori dei gruppi Magis, percorso educativo volto a scoprire il “di più” nella fede e nel servizio, come insegnano gli esercizi spirituali ignaziani. Ha percorso il corridoio più volte per accertarsi di riuscire a salutare tutti. Ha stretto mani, salutato, preso in braccio i più piccoli. Tanti i doni fatti al Papa: dalle letterine scritte dai più piccoli alla felpa magenta del Magis «da indossare nelle serate fresche a Castel Gandolfo», dalla locandina della scuola di teatro alla maglia dei “Lions”, la squadra di calcio parrocchiale. Al Papa è stato chiesto anche di firmare un pallone.



Prima di rispondere alle domande rivolte da Rachele e Renè, il Papa non ha nascosto di essere «preoccupato per ciò che succede nel mondo, specialmente in Medio Oriente, e non si sa per quanto durerà. Di nuovo la guerra. Dobbiamo essere anche noi annunciatori del messaggio di pace, bisogna pregare molto per la pace e cercare come vivere l’unità e come rifiutare sempre quella tentazione di far male all’altro. ​La violenza – ha aggvetriniunto – non è mai la scelta giusta. Dobbiamo scegliere sempre il bene». I bambini devono farlo «con le parole, con l’obbedienza a mamma e papà in casa».

Proprio i più piccoli gli hanno chiesto perché c’è il male nel mondo e perché tanti bambini non hanno famiglia, casa, da mangiare. Alla prima domanda il vescovo di Roma ha risposto che nel mondo «esiste il male ma anche il bene». ​In merito ai tanti bambini rimasti soli a causa della guerra, ha spiegato che « è una tragedia che esiste, vista in questi ultimi anni, per esempio, a Gaza, dove tanti bambini sono morti, dove tanti bambini sono rimasti senza i genitori o senza la scuola o senza un posto dove vivere. ​Dobbiamo cercare di essere noi promotori di pace, di riconciliazione, di cercare soluzioni non con la violenza ma con il dialogo. Bisogna imparare a rispettarsi gli uni gli altri, a dire no alle cose che fanno male e scegliere sempre il bene. A rifiutare quello che fa danno alla salute». A tal proposito ha lanciato un duro monito contro la droga, la piaga del quartiere. «Rifiutate sempre quello che fa male – ha esortato – e cercate di dire sì alla salute, sì a quello che fa bene e no alla droga». I giovani del Magis hanno «la responsabilità di essere maestri in questo senso – ha proseguito – Una testimonianza che può aiutare tanto agli altri ragazzi, i bambini, i giovani, e cercare anche di eliminare dalle strade questi problemi che sono tanto grandi».

Nelle parole del Papa anche il saluto al cardinale Baldo Reina, vicario della diocesi di Roma., e a don Alessandro Zenobbi, «che è stato nominato vescovo ausiliare della diocesi di Roma», ha ricordato. «Ci sono anche suore di diverse congregazioni: grazie per il vostro servizio. Ci sono tante persone che collaborano con la parrocchia. Che questa parrocchia sia luce, testimonianza – ha esortato -, perché è importante vivere la fede, portare nel cuore la presenza di Dio, imparare e poi insegnare l’amore agli altri, avere sempre il coraggio di dire sì a Gesù Cristo, all’amore di Dio, e no al male e al peccato».


(foto: diocesi di Roma/Gennai)
Nel primo pomeriggio, mentre attende il Papa, Angela si guarda intorno e nel vedere così tante persone gioiose si commuove. «È come se la luce della Trasfigurazione di Cristo narrata nella liturgia odierna avvolga Quarticciolo. Anche se il cielo è nuvoloso, la luce traspare dallo sguardo della gente». Alle finestre dei balconi che affacciano in via Manfredonia, davanti all’ingresso della parrocchia, sono stati appesi drappi bianchi con una croce dorata. Per Sara «il Papa dovrebbe venire tutti i giorni o almeno una volta alla settimana. Grazie alla sua visita abbiamo le visto strade pulite e oggi sono sparite tutte le vedette». Tatiana è in piedi dietro alle transenne dalle 13.30. Oggi è «felice perché questa visita per il quartiere è un grande evento. Purtroppo si parla del Quarticciolo solo in chiave negativa; oggi invece, grazie alla presenza di tante forze dell’ordine, si può stare tranquillamente seduti su una panchina». Angelo, 9 anni, frequenta la quarta elementare alla scuola Sacro Cuore Battistine. «Sono tanto emozionato. È la prima volta che vedo il Papa dal vivo». Suor Antonietta Mastrovita, coordinatrice della scuola elementare. Questa visita è importantissima per questo quartiere ci auguriamo che dia tanta speranza. Noi proviamo a infondere speranza anche nelle aule».

1° marzo 2026

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