Lunedì 2 Marzo 2026 09:03
Iran, Leone: «Fermare la spirale della violenza»


All'Angelus il Papa ha espresso «profonda preoccupazione per quanto accade in Medio Oriente in queste ore drammatiche». L'appello a «un dialogo ragionevole, autentico e responsabile». I vescovi Usa: «La diplomazia riacquisti il suo ruolo»
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Ha parlato di «ore drammatiche», Papa Leone, esprimendo al termine dell’Angelus di ieri, domenica 1° marzo, la sua «profonda preoccupazione per quanto sta accadendo in Medio Oriente e in Iran». Dopo l’attacco congiunto di Usa e Israele all’Iran, nelle prime ore di sabato 28 febbraio, che ha portato tra l’altro all’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema iraniana, il conflitto si è allargato, coinvolgendo Dubai e Doha, fino ai raid israeliani sul Libano di questa mattina, 2 marzo.
«La stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche, né con le armi, che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, autentico e responsabile – il monito del pontefice -. Dinanzi alla possibilità di una tragedia di proporzioni enormi, rivolgo alle parti coinvolte l’accorato appello ad assumere la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile!». L’auspicio espresso da Leone è «che la diplomazia ritrovi il suo ruolo e sia promosso il bene dei popoli, che anelano a una convivenza pacifica, fondata sulla giustizia». Quindi l’esortazione: «Continuiamo a pregare per la pace».
I vescovi Usa hanno immediatamente fatto proprie le parole del Papa, in un momento in cui «il conflitto in crescita rischia di sfociare in una guerra regionale più ampia», ha sottolineato il presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti Paul S. Coakley, arcivescovo di Oklahoma City, chiedendo a Stati Uniti, Iran e all’intera comunità internazionale di tornare al dialogo e di percorrere ogni strada verso una pace giusta e duratura. Il presule ha rivolto «un appello accorato a tutte le parti coinvolte perché la diplomazia riacquisti il suo ruolo» e ha chiesto «una cessazione della spirale della violenza» e un ritorno al «coinvolgimento diplomatico multilaterale».
Da ultimo, anche Coakley ha invitato «i cattolici e tutti gli uomini di buona volontà a continuare le ardenti preghiere per la pace in Medio Oriente, per la sicurezza delle truppe e degli innocenti», affidando il mondo all’intercessione di Maria, «Regina della pace».
2 marzo 2026
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