Lunedì 2 Marzo 2026 12:03
Circolo S. Pietro, cresce l’impegno dei soci


L'intervento del cardinale Semeraro all'assemblea annuale. Il presidente Sacchetti: «Il lavoro più prezioso e importante fatto nel silenzio e nella discrezione». Il grazie al segretario generale Fusco
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«“Sodalizio” è una parola che viene da un termine latino che rimanda alla fraternità, a un’amicizia leale, sincera, fedele», ha spiegato il cardinale Marcello Semeraro salutando i soci del Circolo S. Pietro, riuniti per l’assemblea solenne presso la Sala dei Papi di Palazzo San Calisto nella serata di venerdì 27 febbraio. «La dimensione dell’ufficialità che viviamo in questa assemblea e quella dell’amicizia leale – ha continuato il prefetto del dicastero delle Cause dei santi – devono sempre rimanere connesse, soprattutto in quelle realtà, in quelle strutture, in quelle istituzioni che appartengono alla Chiesa cattolica; realtà che devono essere sostenute da uno spazio di interiorità che è fatto di vita cristiana coerente, è fatto anche di preghiera ed è fatto anche di carità». Questa dimensione dell’interiorità «c’è, nel vostro Circolo, e sono lieto di poterla riconoscere e di poterla anche assumere come esempio, come modello per realtà cattoliche, per realtà che si ispirano al Vangelo. Questo è davvero il mio augurio fatto di gratitudine, di sincerità, di fraternità», ha concluso.
Il presidente Niccolò Sacchetti ha tenuto una relazione morale sull’importanza di «soffermarci per guardare sia avanti che indietro, due sguardi a cui il Cristianesimo ha dato due nomi importanti: speranza e gratitudine». E proprio a partire da questa impostazione quasi metodologica, ha ricordato i momenti storici vissuti dai soci, «emozionati all’apertura della Porta Santa, in più di 900 nell’Aula della Benedizione all’interno del Palazzo apostolico per il Giubileo del sodalizio» o «riuniti in piazza San Pietro in trepidante attesa per la fumata bianca ad accogliere con stupore e gioia infinita il nuovo Pastore».
Dal cordoglio per la morte di Papa Francesco all’elezione di Leone XIV, «a cui lo Spirito Santo ha voluto affidare il Suo gregge e che dal primo istante abbiamo riconosciuto come un “vero Padre Buono”», la relazione di Sacchetti ha sottolineato l’instancabile lavoro dei volontari, declinato in diverse forme: dall’impegno costante dei servizi d’onore a supporto della Santa Sede all’apertura del centro di accoglienza per persone con disabilità (oltre 1.100 gli ospiti), fino al nuovo impegno al Villaggio Alzheimer della Fondazione Salus. «Il lavoro più prezioso e importante – ha affermato il presidente – resta quello fatto nel silenzio e nella discrezione dai tanti volontari che con pazienza e impegno portano avanti le tante attività già consolidate nel tempo» e per questo il ringraziamento è andato «ai responsabili di commissione e ai volontari che con infaticabile impegno e instancabile dedizione continuano a portare entusiasmo e passione nel proprio servizio».
Grande gratitudine è stata rivolta a Piero Fusco, che ha lasciato il suo incarico di segretario generale dopo 19 anni di carica, lodato per la prudenza, la competenza, anche nella revisione giuridico-amministrativa del sodalizio, e la capacità di guidare il Circolo verso le nuove povertà. «Una delle cose che ha sempre tenuto a ricordarci – ha ricordato il presidente – è che il nostro sodalizio è nato per servire i poveri e i bisognosi», senza dimenticare – «come ci hanno insegnato i nostri predecessori» -, il compito di «difendere la persona del Papa e la fede cattolica».
L’assistente ecclesiastico monsignor Franco Camaldo ha rivolto un pensiero spirituale a partire dalle parole di Papa Leone XIV nell’udienza al clero romano del 19 febbraio scorso: «Sono illuminanti le parole che l’apostolo Paolo rivolge a Timoteo: “Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te” (2Tm 1,6). Queste parole – ha detto – sono rivolte, oltre che al singolo, anche alla comunità, e oggi possiamo sentirle rivolte a noi: Chiesa di Roma, ricordati di ravvivare il dono di Dio!”». Nelle parole di Camaldo, «il Signore lo chiede a ognuno di noi personalmente questa sera. Soci, volontari, amici e benefattori del nostro sodalizio: ravvivate il dono di Dio che avete ricevuto, con una vita di fede, con la partecipazione ai sacramenti, impegnandoci nel servizio a tutti coloro che il Signore ci fa incontrare nei vari luoghi di sofferenza e di dolore, portando consolazione, sollievo e conforto, facendo nostre ancora una volta le tre parole che caratterizzano fin dalla fondazione il nostro sodalizio: preghiera, azione, sacrificio».
Alla relazione morale, come ogni anno, ha fatto seguito il giuramento dei soci effettivi. Dopo aver recitato, insieme all’assistente ecclesiastico e all’assemblea, l’Oremus pro pontifice, il cardinale Semeraro ha impartito la benedizione a tutti i presenti e ai soci di un Circolo che esprime il proprio servizio, confermando ogni giorno la missione nella diocesi del Santo Padre. Nella preghiera a Maria Salus Populi Romani, i due prelati hanno rinnovato le promesse battesimali dei presenti consacrandoli al Cuore Immacolato della Madre di Dio. La cerimonia è stata animata dalla Cappella Musicale del Circolo S. Pietro. (Marco Chiani)
2 marzo 2026
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