Lunedì 2 Marzo 2026 12:03
Fuoco incrociato tra Iran e Israele


In fiamme l'intera regione. Esplosioni a Gerusalemme, Dubai, Abu Dhabi e Doha. L'Aiea: «Possibili emissioni radioattive da raid su siti iraniani». Il presidente Usa Trump: «Operazioni per un mese»
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Si allarga all’intera area del Golfo il nuovo fronte di guerra aperto sabato 28 febbraio dall’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele all’Iran. Missili del regime iraniano sono caduti su Israele, ma numerose esplosioni sono state avvertite questa mattina, 2 marzo, oltre che a Gerusalemme anche a Dubai, Abu Dhabi e Doha, mentre forti boati scuotevano Teheran. Il ministero della Salute libanese parla di almeno 31 morti e 149 feriti negli attacchi israeliani di questa notte, riferisce Haaretz. Attacchi preceduti da un ordine di evacuazione di massa emesso dal portavoce dell’esercito israeliano, portati avanti in risposta al lancio di razzi e droni verso il nord di Israele. Almeno 10 i morti per i raid su Beirut nella notte. Ma una colonna di fumo è stata vista levarsi anche dall’ambasciata statunitense a Kuwait City, afferma un corrispondente Afp, mentre secondo la Bbc vigili del fuoco e ambulanze sono stati avvistati nella zona. Il fumo è stato avvistato dopo che forti esplosioni e sirene antiaeree sono state udite in Kuwait per il terzo giorno consecutivo, mentre continua la rappresaglia dell’Iran. Un morto anche in Bahrein, per gli attacchi di Teheran.
Colpita nella notte anche la base militare inglese a Cipro. Lo riferisce il ministero della Difesa, senza segnalare vittime. «La nostra protezione nella regione è al massimo livello e la base è intervenuta per difendere la nostra gente», si legge in una nota del ministero della Difesa. L’incidente è avvenuto mentre la Gran Bretagna ha accettato ieri, 1° marzo, di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le basi militari britanniche per lanciare attacchi “difensivi” volti a distruggere i missili iraniani e i loro lanciatori. Rinviata, comunque, la riunione informale dei ministri degli Affari generali Ue (Gac) prevista per oggi e domani a Cipro. Forti boati sono stati uditi anche vicino all’aeroporto iracheno di Erbil, che ospita le truppe della coalizione guidata dagli Stati Uniti. Lo riferisce un giornalista dell’Afp, secondo cui i sistemi di difesa aerea hanno abbattuto dei droni nei pressi dello scalo. Altri 2 droni erano stati abbattuti vicino a una base all’aeroporto di Erbil. E dall’inizio dei raid aerei statunitensi e israeliani contro l’Iran, droni sono stati intercettati più volte sopra Erbil, che ospita un consolato statunitense e truppe americane.
Il presidente Usa Donald Trump dichiara che sono 48 i leader iraniani uccisi «in un colpo solo» ma riguardo a colloqui con «la nuova leadership» precisa che ci saranno solo su loro richiesta. A smentirlo, il capo della sicurezza iraniana Larijani: l’Iran «non negozierà» con gli Stati Uniti. In ogni caso, avverte il leader statunitense, il conflitto «potrebbe durare quattro settimane». Intanto la Mezzaluna Rossa fa il primo bilancio dei morti in Iran, dall’inizio degli attacchi, sabato scorso: 555.
Intanto dal capo dell’Agenzia per l’energia atomica (Aiea) Rafael Grossi arriva l’allarme su una «possibile fuoriuscita radiologica con gravi conseguenze» in seguito agli attacchi Usa-Israele sui siti nucleari iraniani. «Finora – aggiunge – non è stato rilevato alcun aumento dei livelli di radiazione al di sopra dei normali livelli di fondo nei paesi confinanti con l’Iran». L’ambasciatore iraniano presso l’Agenzia internazionale per l’energia atomica delle Nazioni Unite ha comunque confermato che gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele hanno preso di mira gli impianti nucleari.
Resta il giallo sulla morte dell’ex presidente Ahmadinejad, annunciata e poi ritrattata. Gli iraniani, nel frattempo, sognano la fine del regime, ma Teheran annuncia la nomina della nuova Guida suprema della teocrazia «in 1-2 giorni».
2 marzo 2025
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