Lunedì 2 Marzo 2026 15:03
Marino ricorda a Gualtieri che il Parlamento Europeo aspetta risposte sul progetto di termovalorizzatore
L'ex-sindaco di Roma, ora europarlamentare, ricorda all'ex-europarlamentare, ora sindaco, le domande ancora inevase dopo un anno e scaturite da una petizione di 13.000 cittadini
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Uno dei mali di Roma, ma anche dell’Italia, è l’ideologizzazione di ogni discussione pubblica: qualsiasi sia il tema, finisce che si creano due fazioni di integralisti, entrambe interessate solo a giustificare la propria posizione e del tutto chiuse a considerare gli argomenti dell’altra parte. In tali situazioni, chi prova a ragionare sulla base di elementi concreti finisce marginalizzato e spesso accusato di “collateralismo” con la parte avversa.
Lo pseudo dibattito sul progetto di termovalorizzatore,
tirato fuori dal cilindro dal sindaco Gualtieri nell’aprile 2022
, non sfugge alla regola di cui sopra, per cui fin dall’inizio si è creato uno schieramento di sostenitori entusiasti del progetto, convinti che esso risolverà l’annoso problema dei rifiuti a Roma, ed uno schieramento opposto che lo considera un errore clamoroso foriero di conseguenze devastanti, in termini di inquinamento e di conseguenze sulla salute, per i territori in cui esso insisterà.Nel nostro piccolo noi abbiamo fin dall’inizio provato a ragionare sul progetto, cercando di capire se e quanto esso potesse essere adeguato per la gestione dei rifiuti di Roma. La prima domanda che ci facemmo fu perché un progetto strategico tanto importante non fosse presente né nel programma elettorale di Gualtieri, né nelle sue linee programmatiche una volta eletto, e già su questo una risposta non è stata mai fornita dall’amministrazione in carica.
Nel tempo in molti hanno provato a ragionare sui vari aspetti del progetto, ad esempio il ruolo che finiranno per avere riduzione/riuso/riciclo dei rifiuti con un impianto che richiede quantità monstre di indifferenziata per funzionare, oppure la convenienza economica di un progetto che appare riservare tutti i vantaggi al concessionario e scarica tutti i rischi sul Comune, ossia sulla collettività.
Purtroppo però la pressoché totale assenza di un vero dibattito pubblico non ha consentito di approfondirne tutti gli aspetti, con le due tifoserie convinte che, da una parte, tutte le spiegazioni siano state abbondantemente date, e dall’altra che l’amministrazione stia giocando sporco chiudendosi a riccio su un progetto che avrà chissà quali inconfessabili fini nascosti.
Per quello che conta la nostra posizione riguardo il progetto l’abbiamo espressa
un paio d’anni fa
, ritenendo l’impianto proposto utile ma sovradimensionato rispetto alle esigenze di Roma, soprattutto considerando la futura nascita di impianti simili, e sottolineando la necessità di rivedere l’accordo capestro che per 33 anni avvantaggerà in maniera eccessiva il concessionario.Fatta questa lunga premessa, che siamo sicuri non servirà a prevenire i commenti di quelli che continueranno a considerarci degli stolti oppositori del magnifico termovalorizzatore, pensiamo corretto rilanciare la
richiesta che qualche giorno
fa l’ex-sindaco di Roma Ignazio Marino ha fatto al sindaco Gualtieri di rispondere alle domande che il Parlamento Europeo gli ha inviato quasi un anno fa.Tali domande sono scaturite da una petizione inviata al Parlamento Europeo e firmata da circa 13.000 cittadini e furono formalizzate in una
lettera inviata al sindaco Gualtieri
il 7 aprile 2025. Riportiamo di seguito il merito della richiesta:
Non sembrerebbero richieste esagerate ed anzi l’impressione è che ad esse si potrebbe facilmente rispondere sulla base di quanto a più riprese dichiarato dai proponenti il progetto.
Per qualche motivo però l’amministrazione Gualtieri non ha ritenuto di inviare alcuna risposta, costringendo la commissione a
scrivergli di nuovo
lo scorso 25 febbraio 2026:
Immaginiamo che a seguito di questo sollecito qualcuno dell’amministrazione stia elaborando le risposte alle domande della commissione e probabilmente questo porterà su un binario morto la petizione, perché crediamo che il principio di precauzione, per quanto sacrosanto, sia molto difficile da difendere, a meno di non voler limitare la gran parte delle attività umane.
Stupisce molto però la grande disattenzione dell’amministrazione Gualtieri verso un’istituzione che il sindaco ben conosce, avendoci speso la gran parte della sua vita politica, e a cui deve riservare grande considerazione, se ha scelto di indicarla anche in alcune sue utenze social (@gualtierieurope su Twitter/X).
Riguardo infine l’intervento di Ignazio Marino, legittimo sospettare che dietro vi sia l’interesse a darsi visibilità su un tema tanto divisivo e per un possibile candidato alle prossime elezioni cittadine.
Stando però ai fatti, la sollecitazione viene da un rappresentante al Parlamento Europeo, verte sulla richiesta di una commissione dello stesso parlamento e non fa fare una bella figura alla città di Roma (senza contare che alimenta i sospetti che l’amministrazione abbia tutto l’interesse a mantenere il progetto sottotraccia).
Abbiamo già lamentato la pressoché totale assenza di dibattito pubblico sul termovalorizzatore e questo non è un bel viatico per un’iniziativa dal grande peso economico e che impegnerà Roma per i prossimi 33 anni.
Non sarebbe male che il sindaco Gualtieri cogliesse l’occasione fornita dal Parlamento Europeo per dissipare qualche dubbio e magari offrirsi ad un incontro pubblico dove dibattere “senza rete” su un progetto in cui così tanto crede (lo scriviamo senza, purtroppo, crederci granché).
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