Lunedì 2 Marzo 2026 16:03
Medio Oriente: 31 turisti italiani, per lo più romani, bloccati negli Emirati


Il gruppo, partito il 24 febbraio, fermo in un hotel a Dubai. La capogruppo Loredana Spanu: «Esplosioni abbastanza frequenti della contraerea che intercetta i missili». Incertezza sul ritorno in Italia
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Sono ore di attesa, di tensione e di grande incertezza per un gruppo di trentuno turisti italiani ultrasessantenni, in gran parte romani, rimasti bloccati negli Emirati Arabi Uniti in seguito all’escalation di violenze scatenato dall’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, nelle prime ore di sabato 28 febbraio. Al momento il gruppo si trova in un hotel nel quartiere di Deira, a Dubai. Il viaggio, iniziato martedì 24 febbraio, prevedeva un tour tra Dubai, Abu Dhabi e la penisola del Musandam, in Oman, dove avrebbero dovuto trascorrere una notte. Mentre si trovavano a Khasab per una crociera tra i fiordi, è arrivata la notizia dell’attacco. «Quando siamo sbarcati abbiamo saputo quanto accaduto – spiega la capogruppo Loredana Spanu -. Ci siamo consultati e abbiamo deciso di rientrare subito a Dubai nella notte tra il 28 febbraio e il 1° marzo per evitare che chiudesse il confine».
Loredana riferisce di «esplosioni abbastanza frequenti della contraerea che intercetta i missili», ma nonostante tutto i turisti «riescono fortunatamente a mantenere la calma. Abbiamo visto delle colonne di fumo ma sappiamo che in questa zona non siamo bersagli». Ieri sera, 1° marzo, la Protezione civile degli Emirati ha inviato messaggi di allerta sui telefoni dei turisti raccomandandosi «di non spostarsi in aree aperte ma di rifugiarsi in edifici chiusi e lontani da porte e finestre, in quanto potevano esserci dei missili intercettati e di conseguenza il rischio di schegge, come i detriti del drone che hanno colpito il grattacielo Burj Al Arab, “la vela”, che hanno provocato l’incendio. L’ultima esplosione l’abbiamo sentita stamattina presto».
Al momento la preoccupazione maggiore per i 31 italiani – tra cui una coppia di sardi costretta a rinviare ogni giorno la coincidenza da Fiumicino – non riguarda solo la sicurezza personale, ma l’incertezza del rientro in Italia. «Il volo previsto per il 4 marzo è stato cancellato – spiega la capogruppo – e non abbiamo alcuna notizia su un altro volo. La data del rientro è molto incerta. A questo si aggiunge l’aspetto molto spiacevole della questione economica. Ogni notte che rimaniamo in albergo dobbiamo pagarla in anticipo, così come ci è stato confermato dal Consolato italiano e non sappiamo nulla su eventuali rimborsi».
Da ieri il gruppo è in contatto costante con il Consolato italiano a Dubai e tutti i membri sono «regolarmente iscritti al portale “Dove siamo nel mondo” gestito dalla Farnesina», conclude Loredana.
2 marzo 2026
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