Mercoledì 4 Marzo 2026 16:03
In Libano nelle ultime 24 ore uccisi 7 bambini; 38 i feriti


La denuncia dell'Unicef, che cita i dati del ministero della Salute pubblica. «La violenza deve finire. I piccoli devono essere sempre protetti». Intensificata la risposta di emergenza
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L’escalation delle ostilità in tutto il Libano ha causato, nelle ultime 24 ore, la morte di 7 bambini e il ferimento di altri 38. Sono i dati forniti dal ministero della Salute pubblica, citati dall’Unicef, che sottolinea che «questo elevato numero di vittime tra i bambini è dovuto ai nuovi attacchi aerei che hanno colpito diverse zone del Paese, provocando massicci sfollamenti e aggravando una situazione umanitaria già fragile». Basti pensare che solo nelle ultime 24 ore quasi 60mila persone – tra cui 18mila bambini – sono state sfollate, aggiungendosi alle decine di migliaia già sradicate dalle loro case. Oltre 12mila famiglie hanno trovato rifugio in più di 300 centri di accoglienza aperti in tutto il Paese, molti dei quali già al completo.
A intervenire è il rappresentante dell’Unicef in Libano Marcoluigi Corsi. «Nessun bambino dovrebbe mai essere ucciso o costretto a portare per tutta la vita le cicatrici fisiche ed emotive della violenza – dichiara -. La violenza deve finire. I bambini devono essere sempre protetti». Intanto l’organizzazione ha rapidamente intensificato la sua risposta di emergenza per raggiungere le famiglie e i bambini con l’assistenza di cui hanno disperatamente bisogno. Squadre di pronto intervento sono state dispiegate nei rifugi collettivi per fornire beni di prima necessità, mentre le forniture mediche essenziali vengono distribuite nelle strutture sanitarie pubbliche in coordinamento con il ministero della Salute pubblica. Ancora, le unità mobili di assistenza sanitaria primaria sostenute dall’Unicef sono state ampliate a 37 unità per fornire consulenze, vaccinazioni e assistenza sanitaria urgente alle famiglie sfollate. Mantenuto anche il sostegno ospedaliero per garantire l’accesso ai servizi di terapia intensiva neonatale e pediatrica ai bambini più vulnerabili.
Nei rifugi, l’Unicef e i suoi partner stanno dando priorità al sostegno psicosociale, ai servizi di protezione dell’infanzia e alla continuità dell’apprendimento, anche attraverso piattaforme di istruzione online e a distanza. Sono state predisposte scorte di alimenti e le squadre di protezione dell’infanzia stanno identificando e assistendo i bambini feriti, non accompagnati e separati dalle loro famiglie. In più, è in fase di preparazione un’assistenza monetaria di emergenza per sostenere fino a 45mila famiglie vulnerabili con bambini, basandosi sui sistemi nazionali di protezione sociale esistenti.
Il Piano di risposta e preparazione dell’Unicef richiede 48 milioni di dollari per raggiungere un milione di persone che hanno necessità, ma finora è stato ricevuto solo il 16% dei fondi necessari. Di qui l’appello dell’organizzazione internazionale a tutte le parti, «affinché rispettino i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario di proteggere i civili, in particolare i bambini, e di garantire un accesso sicuro e senza ostacoli agli aiuti umanitari».
4 marzo 2026
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