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Mercoledì 4 Marzo 2026 15:03

Medio Oriente: Israele attacca il Libano



Quinta giornata di guerra. Presi di mira, in Iran, il quartier generale dei Pasdaran, i sistemi di difesa e le piattaforme di lancio. Eletta la nuova Guida suprema: Mojtaba Khamenei, figlio dell'ayatollah morto negli attacchi. Missile iraniano sulla Turchia

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Nella quinta giornata di guerra, pioggia di bombe di Israele e Usa sull’Iran, per “decapitare” il regime. Decine gli obiettivi militari colpiti, tra cui «il quartier generale dei Basij, la forza paramilitare legata ai Pasdaran iraniani, oltre a piattaforme di lancio missilistiche e sistemi di difesa», ha dichiarato il portavoce in lingua araba dell’esercito israeliano. Preso di mira da un raid anche il palazzo dove era riunita l’Assemblea degli Esperti per eleggere la nuova Guida suprema. Sarebbe Mojtaba Khamenei, 56 anni, figlio dell’ayatollah morto negli attacchi. Da Tel Aviv il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha avvertito che qualsiasi leader nominato dal regime iraniano per sostituire Ali Khamenei sarà un «bersaglio inequivocabile da eliminare».

Prese di mira dall’Iran le sedi diplomatiche Ue nel Golfo, da Dubai – dove il consolato è andato a fuoco -, a Riad, dove è stata bersagliata l’ambasciata. Evacuate anche le rappresentanze diplomatiche statunitensi si Iraq, Bahrein, Giordania e Kuwait, così come Arabia Saudita, Oman e Cipr. Non solo: i missili lanciati dall’Iran hanno fatto scattare all’alba le sirene antiaeree in gran parte di Israele, con l’esercito che ha dichiarato di «operare per intercettare la minaccia». L’ordine di cercare rifugio riguardava Gerusalemme, Tel Aviv e altre aree del Paese. Stando ai media israeliani, e schegge sono cadute in un’area vicino a Gerusalemme, provocando un incendio.

Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che le loro forze aeree hanno lanciato oltre 40 missili, durante il 17° round dell’operazione contro obiettivi statunitensi e israeliani. Annunciato anche il «controllo totale» dello Stretto di Hormuz, un punto di strozzatura chiave per il commercio mondiale di petrolio all’ingresso del Golfo Persico. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato ieri che la Marina statunitense potrebbe scortare le petroliere «se necessario» attraverso lo stretto. E dal Comando centrale Usa informano che sono 50mila i soldati assegnati alla guerra contro l’Iran, e altri sono in arrivo. Parlano di «operazione senza precedenti».

Intanto Israele avanza nel Libano del sud. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno affermato di aver iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah nella Capitale Beirut. Media locali riferiscono di un aereo israeliano su Aramoun e Saadiyat, nella zona del Monte Libano, che ha ucciso almeno sei persone. Colpito anche un edificio di quattro piani nella città di Baalbek, nel Libano orientale; secondo l’agenzia di stampa nazionale libanese l bilancio è di 4 morti e 6 feriti. Dopo l’avviso di evacuazione emesso nella notte per 16 villaggi e città, queta mattina si è visto levarsi fumo dal quartiere meridionale di Dahiyeh, a Beirut.

Sempre nella giornata di oggi, 4 marzo, munizioni balistiche sparate dall’Iran verso la Turchia sono state neutralizzate dalle unità di difesa aerea e missilistica della Nato nel Mediterraneo orientale, informa il ministero della Difesa nazionale turco in una nota. «È stato stabilito che l’ordigno caduto nel distretto di Dörtyol, nella provincia di Hatay, apparteneva a un munizionamento antiaereo che ha intercettato la minaccia in volo – si legge nel testo -. Non si sono verificate vittime o feriti nell’incidente». In ogni caso, «la nostra volontà e capacità di garantire la sicurezza del nostro Paese e dei nostri cittadini sono ai massimi livelli», è la conclusione del comunicato, riportato dai media locali.

Colpita anche una nave portacontainer al largo delle coste dell’Oman, mentre transitava nello Stretto di Hormuz, rende noto un’agenzia britannica per la sicurezza marittima. La nave si trovava a due miglia nautiche a nord dell’Oman, «in transito verso est nello Stretto di Hormuz», quando è stata «colpita da un proiettile sconosciuto appena sopra la linea di galleggiamento, causando un incendio nella sala macchine», secondo la United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO). Si è trattato del quarto attacco segnalato in acque regionali nell’arco di 24 ore, dopo che i proiettili hanno colpito altre tre navi al largo delle coste degli Emirati e dell’Oman o nelle vicinanze.

4 marzo 2026

 

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