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Mercoledì 4 Marzo 2026 17:03

“Tienimi presente”, esordio di Palmiero



Realtà e finzione arrivano a coincidere, nel film che è anche interpretato dal regista. Uno sguardo tragicomico sulla realtà che non urla né si dispera, mentre il cinema parla di sé stesso

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Alberto fin da giovane ha una grande passione per il cinema. Vorrebbe fare il regista ma l’entusiasmo dei primi tempi a poco a poco tende a svanire. Il film Tienimi presente, opera d’esordio di Alberto Palmiero, in sala dal 26 febbraio, prende il via al Lido di Venezia, durante la mostra del Cinema. Da subito è evidente il taglio autobiografico della vicenda: il regista è infatti anche il protagonista. Rapidamente realtà e finzione arrivano a coincidere. Alberto confessa ad un amico di essere molto deluso dal mondo del cinema. La voglia di fare qualcosa in quel mondo si è infatti molto attenuata. Così, una volta tornato da Venezia, Alberto mette in pratica il suo proposito: ormai vicino ai trent’anni, dopo aver vissuto a Roma nella speranza di fare un film tra progetti incerti e produttori capaci solo di lanciare vaghe promesse a lui e subito dopo ad altri come lui, decide di fare marcia indietro e tornare nella sua città natale, Aversa.

Nelle note di regia si legge che «il film racconta quello che mi è accaduto quando ho deciso di abbandonare il cinema e tornare a vivere dai miei genitori. Paradossalmente in questo clima di resa e fallimento, ho realizzato quanto il cinema fosse importante per raccontare, rielaborare e restituire con ironia le esperienze che mi avevano segnato, quando ho capito che la mia storia poteva parlare anche a tanti altri».

Dal momento in cui rientra nei suoi luoghi più familiari, Alberto li vede con occhi diversi. E la sceneggiatura si scrive da sola. Circondato dagli amici di sempre, parla con loro e sembra che le sue incertezze abbiano un perimetro più vasto. A poco a poco la delusione si attenua, la frustrazione assume una valenza meno negativa e più costruttiva. Lo sguardo di Antonio sulla sua realtà diventa tragicomico, ma lui non urla, non sbraita, non si dispera. Anzi i colloqui a tavola con i genitori sono i momenti nei quali emerge una sorta di dialettica energica e combattiva, tra comprensione e voglia di non far cadere il figlio nell’idea della sconfitta ma tenerlo più che mai in piedi.

Tienimi presente si pone come un gesto affettuoso e gentile, il ritrovamento di una tranquillità perduta e inaspettatamente ritrovata. Il cinema che parla di cinema (quindi di sé stesso) non è una novità, ma Palmiero vi si pone con un nuovo e inedito atteggiamento: il film da scrivere è realizzato come un sogno e i sogni tutto sono tranne che reali. Il film è stato poi presentato alla Festa di Roma dell’ottobre 2025 dove ha vinto il Premio come Miglior opera prima.

Alla produzione hanno partecipato Marco Bellocchio e Gianluca Arcopinto, due nomi di rilievo che hanno anche una piccola parte. Il film sembra leggero, al limite del superficiale, ma dice molto della fragilità dei trentenni di oggi. Auguri allora a Palmiero per una opera seconda di uguale intensità e freschezza.

4 marzo 2026

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