Mercoledì 4 Marzo 2026 12:03
Arriva dalla Spagna “Urbos”, il nuovo tram del futuro
Erano 23 anni che a Roma non arrivavano tram nuovi, l’ultimo vero rinnovo della flotta capitolina risale al 2003 (per darvi un’idea, in quell’anno in cui a Sanremo il podio è stato Alexia, Sergio Cammariere e Alex Britti con 7000 caffè). Ma la notizia è finalmente ufficiale: ieri 3 marzo è sbarcato a Civitavecchia direttamente […]
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Erano 23 anni che a Roma non arrivavano tram nuovi, l’ultimo vero rinnovo della flotta capitolina risale al 2003 (per darvi un’idea, in quell’anno in cui a Sanremo il podio è stato Alexia, Sergio Cammariere e Alex Britti con 7000 caffè).
Ma la notizia è finalmente ufficiale: ieri 3 marzo è sbarcato a Civitavecchia direttamente dalla Spagna il primo tram del futuro. Si chiama Urbos, è prodotto dalla spagnola Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles, ed è il primo tassello di una fornitura da 121 convogli che dovranno rinnovare nei prossimi mesi l’intera flotta romana.
È una notizia storica e infatti l’evento è stato trattato con il rispetto che si deve alle grandi occasioni: luci, foto, dichiarazioni, entusiasmo. L’Urbos è moderno, a pianale ribassato, accessibile, climatizzato, con display informativi e predisposizione per funzionare anche senza catenaria in alcune tratte. Insomma: un tram del 2026 nel 2026. Oltre a essere nuovi, i tram Urbos avranno una caratteristica fondamentale: saranno tutti dotati di batteria.
Anche se questo li renderà più pesanti, poter circolare senza dover essere collegati alla rete elettrica sarà un grande vantaggio. In questo modo, sarà possibile far passare i binari senza dover piantare nuovi pali per i fili dell’alta tensione. I tram sono tutti bidirezionali e lunghi 33.5 metri e sono dotati del carrello anteriore flottante per affrontare raggi di curva più stretti. Porteranno 215 persone con 68 passeggeri seduti e due posti disabili. Capacità notevolissima se si pensa ai soli 95 posti di un bus standard e ai soli due posti di una smart.
Gli Urbos circolano già da anni a Saragozza, Siviglia, Malaga, Granada e Bilbao in Spagna, ma possiamo prenderne uno anche a Friburgo e persino fuori dall’Europa, in Taiwan e a Sidney. In sostanza: mentre noi lo accogliamo come un’astronave, altrove è semplicemente… il tram. Ma al di là dell’ironia, l’arrivo del primo convoglio è un passaggio concreto per la capitale: Roma ha bisogno di mezzi nuovi, affidabili e sostenibili, per continuare a supportare il grande cambiamento urbano che sta avvenendo da qualche anno a questa parte.
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