Giovedì 5 Marzo 2026 13:03
Colpita dall’Iran una petroliera Usa. Droni contro aeroporto in Azerbaigian


Continua a estendersi il conflitto nel Golfo. Kallas (Ue): «Ci sia spazio per la diplomazia». Ok della Francia all'utilizzo Usa delle sue basi in Medio Oriente. Tajani (Esteri) e Crosetto (Difesa) alla Camera: «L'Italia non è e non sarà in guerra con nessuno»
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Ripresi all’alba di oggi, 5 marzo, i raid israeliani sull’Iran, nel sesto giorno dall’inizio di un conflitto che continua a estendersi. Teheran afferma di aver colpito una petroliera americana nel Golfo, al largo del Kuwait, causando una fuoriuscita di petrolio. La nave «è attualmente in fiamme», dichiarano le Guardie rivoluzionarie iraniane, che dichiarano di avere il «controllo completo» dello Stretto di Hormuz, una delle rotte commerciali più vitali al mondo per l’energia. L’incidente però, sottolinea la Afp, non è stato ancora confermato in modo indipendente.
Lanciati dall’Iran anche attacchi con droni sull’aeroporto internazionale di Nakhchivan, in Azerbaigian. Per il ministero degli Esteri, «questo attacco è contrario alle norme e ai principi del diritto internazionale e contribuisce ad aumentare le tensioni nella regione – scrivono in una nota -. Chiediamo che la Repubblica islamica dell’Iran chiarisca questa questione in breve tempo e prenda le misure urgenti necessarie per prevenire il ripetersi di tali casi in futuro. La parte azera si riserva il diritto di adottare le dovute misure di ritorsione», è la conclusione.
Intanto dal cuore dell’Unione europea l’Alto rappresentante Kaja Kallas afferma che «ci deve essere spazio per la diplomazia per uscire dal ciclo di escalation. Le guerre finiscono con la diplomazia: la nostra visione comune è che vogliamo stabilità nella regione, che il conflitto non continui e che ci sia il rispetto del diritto internazionale». Parole, quelle di Kallas, pronunciate prima della videconferenza con i partner del Golfo, nel corso della quale verrà discusso il possibile sostegno dell’Ue all’area. Le parti stanno inoltre negoziando un comunicato congiunto. «L’Iran sta esportando la guerra, sta cercando di estenderla al maggior numero possibile di paesi per seminare il caos», sono ancora le parole dell’Alto rappresentante.
Lo Stato maggiore francese ha autorizzato questa mattina l’utilizzo delle sue basi in Medio Oriente da parte degli aerei americani. Sempre stamattina, in Italia i ministri della Difesa e degli Esteri, rispettivamente Guido Crosetto e Antonio Tajani, hanno riferito alla Camera sulla situazione in Iran e, più in generale, nel Golfo. Per Tajani, «c’è un concreto rischio dell’allargamento del conflitto. ‘Nelle ultime ore – ha detto – c’è un’evoluzione non positiva, con l’Iran conduce attacchi indiscriminati di rappresaglia, stamane anche contro l’Azerbaigian», ha ricordato. Il titolare della Farnesina ha riferito che in questo momento «sono 100mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree della crisi. La sicurezza dei connazionali – ha aggiunto – è la priorità assoluta». Al momento, la task force Golfo ha gestito «14mila chiamate e diverse migliaia di email. Gli italiani aiutati a lasciare le aree a rischio sono arrivati a 10mila».
Prima che iniziasse il conflitto, ha riferito il ministro Crosetto, l’Italia aveva 2.576 persone nell’area interessata dalla crisi. «Per effetto di questa situazione nei giorni scorsi abbiamo preso altre misure: in Kuwait è in atto un movimento di 239 militari verso l’Arabia Saudita: dei 321 ne rimarranno 82. In Qatar 7 dei 10 militari stanno raggiungendo l’Arabia Saudita. In Bahrein, dove abbiamo 5 militari, stiamo ritirando il personale. In Libano stiamo valutando attentamente la situazione e siamo pronti a far fronte ad ogni esigenza anche con personale navale per eventuali evacuazioni». L’urgenza, nell’analisi del titolare della Difesa, è «rivalutare i nostri assetti nella regione e rispondere alle richieste dei Paesi amici in difficoltà. Intendiamo dispiegare un dispositivo multi dominio in Medioriente – ha anticipato -, con sistemi di difesa aerea anti drone e antimissilistica». Ancora, «porteremo assieme a spagnoli e francesi un aiuto a Cipro». In ogni caso, «visto che quello che è successo in Turchia ed è successo a Cipro ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale, in coordinamento con gli alleati e con la Nato – sono ancora le parole del ministro -. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato».
In ogni caso, Tajani lo ha ribadito con forza: «L’Italia non è in guerra con nessuno e non sarà in guerra con nessuno. L’essenza della nostra politica estera è parlare con tutti senza rinunciare mai ai nostri valori». Per quanto riguarda la durata della guerra, ha spiegato di averne parlato con il segretario di Stato Usa Marco Rubio: «Dipenderà dalle decisioni che verranno prese da Teheran e dalle dinamiche interne al regime». Condivisa comunque la «necessità di contenere la spirale di violenza messa in atto da Teheran dopo gli attacchi dei giorni scorsi».
Presentati da Crosetto i “numeri” di questi giorni di guerra: sono quasi 540 i missili lanciati dall’Iran contro diversi Paesi del Golfo, di cui molti intercettati, così come è avvenuto per i droni, che sono stati oltre 1.330. «Hanno subito molti più attacchi gli Emirati Arabi che non Israele. Gli obiettivi dell’Iran si sono concentrati su Paesi che non partecipano alla guerra – ha spiegato il ministro della Difesa -. Sugli Emirati sono stati rilevati 186 missili balistici, intercettati 172, i droni sono stati 812 e ne sono stati intercettati 755; in Qatar 101 missili balistici e intercettati 98, i droni sono stati 39 di cui 24 intercettati. In Bahrein 73 missili iraniani e 91 droni. In Kuwait 178 missili balistici e 384 droni. La strategia attuale dell’Iran – ha evidenziato – è quella di creare caos, complessità economiche attraverso lo stretto di Hormuz».
5 marzo 2026
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