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Venerdì 6 Marzo 2026 00:03

No alle vergognose scritte fasciste. Contro ogni estremismo di destra o sinistra, a difesa del decoro della città e delle istituzioni

Col pretesto di commemorare qualcuno, si veicolano messaggi di odio e contro la Costituzione. Occorre un albo dei murales che consenta il ricordo senza fanatismi

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C’è stato un tempo che forse i più giovani non conoscono o non hanno vissuto, gli anni ’90 dello scorso secolo, in cui il primato degli atti vandalici spettava ai fascisti: militanti, simpatizzanti e nostalgici del fascismo storico in Italia.

Nel computo di quella triste “guerra sui muri” tramite scritte e murales intimidatori (nel loro caso: svastiche, croci celtiche, fasci littori, scritte razziste) i giovani simpatizzanti della violenza fascista che ha portato l’Italia nel baratro del “Ventennio” e al suo tragico epilogo bellico, avevano la quasi egemonia del vandalismo. La sfida sulle scritte sui muri tra estrema destra ed estrema sinistra è ancora in corso e in questa guerra tra imbrattatori e bulli non c’è una parte migliore. Chiunque devasti il patrimonio pubblico per comunicare un qualche messaggio va condannato senza se e senza ma. Tra questi messaggi, quelli di matrice apertamente fascista sono contrari al nostro ordinamento costituzionale.

E’ bene sempre ricordare che L’ITALIA RIPUDIA IL FASCISMO COME IDEOLOGIA, PRATICA E APOLOGIA come scritto nella Costituzione di cui quest’anno ricorrono gli 80 anni. Un fenomeno, quello degli imbrattamenti a sfondo politico, che vede spesso protagonista l’area neofascista con CasaPound, Forza Nuova e le due “giovanili” Lotta e Blocco Studentesco tra i soggetti più attivi nell’utilizzo della propaganda visiva e della “riappropriazione del territorio” (parlano come i loro nemici di sinistra!) attraverso graffiti, striscioni e scritte violente, intimidatorie o commemorative (le più insidiose..). E qui subito urge una precisazione.
Vanno piante e onorate tutte le vittime di violenza, indipendentemente dalla loro parte politica e ideologica. Tuttavia non possiamo esimerci dal denunciare che ogni scritta fascista rappresenta un atto di prevaricazione e una violazione dei principi democratici e costituzionali. E quelle commemorative sono un modo subdolo per sobillare contro lo Stato democratico, strumentalizzando la memoria dei caduti.
Come le scritte mafiose alla “Dio C’è” accompagnate dalla parola “Vive“, che mirano ad alimentare l’odio e rinfocolare il culto della personalità più che a commemorare. Avviene a destra come a sinistra ma è bene ricordare che le scritte fasciste veicolano solo odio, razzismo e discriminazione, richiamando un’ideologia basata sull’esclusione del diverso, la superiorità razziale e la violenza. Le scritte fasciste, così come la simbologia e la propaganda di matrice neofascista, sono uno STRUMENTO PER DIFFONDERE L’INTOLLERANZA (come quelle degli estremisti di sinistra) e non possono essere accettate.

Esprimiamo la nostra ferma condanna per i gravissimi episodi avvenuti a Liceo Righi. Atti vandalici che rappresentano un attacco non solo alla scuola ma anche ai valori fondanti della democrazia. Così come la croce celtica di Acca Larentia (di cui piangiamo i morti senza negare che tali simboli sono un atto di arroganza e invasione dello spazio pubblico) e gli innumerevoli atti vandalici di destra che vediamo ogni giorno (ultima in ordine di tempo la svastica nel cortile di Testaccio) e che pur restando molto inferiori rispetto al passato (oggi il primato spetta agli anarchici) vanno subito condannati e ripristinato il decoro. Lavorando nell’ombra, senza clamore, ma con la consapevolezza che, spesso, quelle scritte sono opera di giovani incoscienti che utilizzano simboli estremi (svastiche, fasci littori) come forma di ribellione contro le regole, le istituzioni o per marcare il territorio. Non preannunciano un ritorno al fascismo ma vanno subito cancellate per riaffermare valori civici, di decoro e rispetto.Capito amministratori compiacenti di destra e sinistra?



Le scritte fasciste vanno cancellate subito per scoraggiare i vandali a compiere nuovi raid. E per rompere la spirale dell’odio e della violenza, togliendo un alibi a chi chi dice “servono a ricordare attivisti e militanti”, va trovata una soluzione per quelle “commemorative” (di destra e di sinistra)
Proposta: un albo di registrazione dei murales dedicati alle vittime della violenza politica a sinistra come a destra, che non veicolino messaggi di violenza e non risultino in contrasto con le norme sull’ordine pubblico e offensive della morale e delle idee di gruppi politici, religiosi ed etnici.NO A STRISCIONI, SIMBOLI E SCRITTE IDENTITARIE CHE SOTTINTENDONO ODIO POLITICO ATTRAVERSO LA STRUMENTALIZZAZIONE DELLA MEMORIA DELLE VITTIME DELLA VIOLENZA
SI’ AL RICORDO, NO AL CULTO DELLA PERSONALITA’. REGOLAMENTARE I MURALES COMMEMORATIVI E IDENTITARI TRAMITE UN PERCORSO FORMALIZZATO DI SCELTA, APPROVAZIONE E LEGITTIMAZIONE ISTITUZIONALE.

MA CANCELLARE SEMPRE LE SCRITTE POLITICHE ESTREMISTE, fasciste in primis, sui muri della città. Le scritte fasciste rappresentano una precisa strategia di occupazione del territorio e di intimidazione. Azioni che mirano a imporre un immaginario autoritario, segnalare il controllo su zone specifiche (“marcare il territorio”) e intimidire oppositori o istituzioni democratiche. Allo stesso, identico modo dell’estrema sinistra, con l’aggravante che il Fascismo è esplicitamente ripudiato dalla Costituzione.E QUINDI AVANTI CON UN PIANO DI CANCELLAZIONE DELLE SCRITTE VANDALICHE NEOFASCISTE (come ogni altra forma di estremismo) DISTINGUENDO UNA VOLTA PER TUTTE LA STREET ART DAL VANDALISMO. Cancellare le scritte vandaliche dai muri e dagli spazi pubblici è fondamentale per il decoro urbano e la sicurezza, e deve diventare un’abitudine: attenzione, vanno rimosse e non ricoperte con scritte di segno opposto, perpetuando l’odio ideologico.
Tenere vivo l’antifascismo costituzionale attraverso la cancellazione delle scritte, significa difendere quotidianamente i principi fondamentali nati dalla Resistenza e sanciti dalla Costituzione italiana del 1948. Senza cedere agli opposti estremismi.
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