Venerdì 6 Marzo 2026 09:03
Referendum sulla giustizia 2026: il Circolo Mario Mieli e Muccassassina invitano a votare NO
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e Muccassassina invitano a votare NO al referendum costituzionale sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo 2026, lanciando un appello rivolto alla comunità LGBTQIA+ e a tutte le persone che si riconoscono nei valori della democrazia costituzionale. Secondo le due realtà storiche del movimento LGBTQIA+ italiano, [...]
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Secondo le due realtà storiche del movimento LGBTQIA+ italiano, la Costituzione rappresenta da sempre un punto di riferimento fondamentale nelle battaglie per i diritti civili. Non un semplice testo giuridico, ma uno strumento concreto che negli anni ha permesso di affermare principi di uguaglianza, tutela dei diritti inviolabili e contrasto alle discriminazioni.
Per la comunità LGBTQIA+, spiegano dal Circolo Mario Mieli e da Muccassassina, i principi costituzionali hanno rappresentato la base su cui sono stati costruiti importanti avanzamenti verso l’uguaglianza.

Molti dei diritti oggi riconosciuti non sono stati concessi spontaneamente dalla politica, ma sono stati il risultato di un percorso costruito nel tempo attraverso la pressione dei movimenti e l’applicazione dei principi costituzionali da parte della magistratura.
In questo contesto, l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’autonomia della magistratura vengono considerati elementi centrali per garantire la tutela dei diritti e il funzionamento della democrazia.
Secondo il Circolo Mario Mieli e Muccassassina, intervenire sugli equilibri costituzionali in modo divisivo su un tema delicato come la giustizia potrebbe indebolire il sistema di garanzie che ha reso possibili molti avanzamenti nei diritti civili.
Il timore espresso dalle associazioni è che modifiche di questo tipo possano incidere sul sistema dei contrappesi democratici, riducendo gli spazi di autonomia e controllo tra i poteri dello Stato.
Nel comunicato viene citato anche il caso dell’Ungheria guidata da Viktor Orbán, dove – secondo le associazioni – il ridimensionamento dell’autonomia della magistratura e il rafforzamento del potere politico si sono accompagnati a un arretramento delle libertà civili e dei diritti LGBTQIA+.
A intervenire nel dibattito è Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli”, che sottolinea il valore simbolico e concreto della Carta costituzionale per la comunità LGBTQIA+.
«Per la nostra comunità la Costituzione è stata una casa e uno scudo. Quando la politica ha esitato o si è opposta, sono stati i principi costituzionali e la loro applicazione a consentirci di avanzare. Per questo non possiamo restare in silenzio di fronte a riforme che rischiano di alterare l’equilibrio dei poteri. Non vogliamo un Paese in cui chi governa possa ridurre gli spazi di autonomia della magistratura e delle istituzioni di garanzia. Difendere la Costituzione significa difendere la libertà di tutte e di tutti».
All’interno di questo percorso, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e Muccassassina annunciano l’intenzione di promuovere un fronte ampio e plurale “LGBTQIA+ per il NO”, coinvolgendo associazioni, movimenti, collettivi e singole persone della comunità.
L’obiettivo è costruire una mobilitazione condivisa che porti al centro del dibattito pubblico il rapporto tra diritti civili e assetto costituzionale.
Le due realtà dichiarano inoltre di essere in collegamento con il Comitato per il NO al referendum, con cui intendono coordinare iniziative e attività sul territorio.
Nelle prossime settimane sono previste assemblee, momenti pubblici di confronto e banchetti informativi per spiegare le ragioni del NO e favorire una partecipazione consapevole al voto.
L’appello finale è rivolto non solo alla comunità LGBTQIA+, ma a tutte le persone che si riconoscono nei principi della democrazia costituzionale, della libertà e dell’uguaglianza.
Secondo il Circolo Mario Mieli e Muccassassina, la difesa dei diritti LGBTQIA+ passa anche attraverso la difesa delle regole democratiche che li rendono possibili.
Per questo l’invito è chiaro: partecipare al voto del 22 e 23 marzo 2026 e votare NO al referendum sulla giustizia.
Per le associazioni promotrici, difendere la Costituzione oggi significa difendere conquiste, diritti e prospettive future.
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