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Venerdì 6 Marzo 2026 08:03

Intervista a Gennaro Marchese

Ci sono carriere che nascono quasi per caso e poi diventano un viaggio lungo una vita. Quella di Gennaro Marchese è una storia fatta di talento, incontri decisivi e tanta passione per la bellezza. Dai primi passi nel mondo della fotografia ai set con alcune delle protagoniste più amate dello spettacolo italiano, il suo percorso [...]

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Intervista a Gennaro Marchese
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gennaro marchese

Dai primi passi nel mondo della fotografia ai set con alcune delle protagoniste più amate dello spettacolo italiano, il suo percorso è stato segnato da collaborazioni importanti e da un periodo di lavoro così intenso da non sapere più a chi dare i resti.

Grazie a incontri fondamentali, dal fotografo Roberto Rocchi ad Alberto Tarallo, fino al costumista Maurizio Tognalini, Gennaro Marchese ha iniziato a lavorare con tante protagoniste della scena italiana, conquistandole con il suo stile e la sua sensibilità artistica: da Gabriella Ferri a Donatella Rettore, da Pamela Prati a Barbara D’Urso, fino a molte altre.

In questa intervista si racconta con sincerità, ripercorrendo gli inizi, gli incontri che hanno cambiato il suo destino e il suo modo personale di vedere il mondo del trucco e dello spettacolo.

Gennaro, sei conosciuto come il truccatore delle star: quando hai capito che il make-up sarebbe diventato la tua strada?

Come sai, ho cominciato la mia carriera per alcuni anni come modello. Poi, col tempo, esausto di essere trattato come un pupazzo, ho messo in pratica i miei studi artistici. Così ho deciso di intraprendere il percorso nel make-up, facendo corsi privati. Mi sono quindi specializzato e ho iniziato a fare l’assistente di uno dei truccatori più famosi di quel periodo: il celebre Enzo Amato, nonché truccatore personale di Mina, della Carrà, della Vanoni e di tante altre.

C’è stato un incontro o un momento preciso che ha cambiato la tua carriera?

Sì, c’è stato un incontro specifico, casuale: quello con Pino Pellegrino, talent scout. Lo conobbi per strada: mi fermò chiedendomi di fare un provino, che rifiutai, ma gli diedi ugualmente il mio contatto, tenendo presente che il mio sogno era diventare truccatore professionista.


gennaro marchese


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Mi prese in parola e, poco dopo, mi chiamò mettendomi alla prova: mi ingaggiò per un set fotografico del noto fotografo Roberto Rocchi. Ricordo ancora il nome della modella protagonista di quello shooting, Vesna. Era il giorno del mio compleanno: avevo appena vent’anni. Un ricordo bellissimo.

Qual è stata la prima “diva” che hai truccato e che ricordo hai di quel momento?

La prima diva che ho truccato fu la grande Gabriella Ferri per il Bagaglino. Me la fece conoscere Maurizio Tognalini, suo costumista. Diventammo amici con la Ferri: era meravigliosa, generosa. L’adoravo. È un ricordo che mi è rimasto nel cuore.

Quando lavori con un’attrice o una cantante famosa, come nasce il look? Parti dal volto, dall’abito o dal personaggio?

Solitamente, quando lavoro con un personaggio famoso, c’è sempre un confronto di idee prima di cominciare uno shooting, così da realizzare ottimi risultati.


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Le dive sono davvero così sicure di sé o davanti allo specchio mostrano le stesse insicurezze di tutte le donne?

Parlare di sicurezza tra artisti è un eufemismo. Sanno quello che vogliono, ma per arrivare a un risultato hanno sempre bisogno di qualcuno che li riporti alla realtà, di conferme continue.

Ti è mai capitato che una celebrità ti chiedesse un trucco completamente diverso da quello che avevi immaginato?

No, non mi è mai capitato. Si affidano completamente a me.

Alle attrici o alle cantanti, che siano, piace sperimentare: il loro ego e la loro vanità le portano a questo. Altrimenti noi truccatori ed esperti di immagine che ci stiamo a fare?

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Qual è l’errore più comune che le donne fanno quando si truccano?

Ho sempre sostenuto che una donna, piuttosto che commettere errori, la preferisco struccata che truccata male. Proprio perché, non conoscendo bene i propri tratti, spesso non sanno dove mettere le mani, facendo disastri.

E invece qual è il segreto per un trucco elegante e senza tempo?

Per essere sempre in ordine ed eleganti, e non sbagliare, non servono chissà quali accorgimenti. Basta un’ottima base, un buon mascara, una bocca importante e voilà: pronte, belle e in ordine.

Le mode del trucco cambiano continuamente: quali tendenze ti piacciono davvero e quali invece pensi passeranno in fretta?

Il make-up è legato alla moda, al trend del momento, dove con assidue riunioni, confronti e sperimentazioni con validi esperti di équipe importanti si dettano le regole e si manda avanti il business.

gennaro marchese
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Oggi si parla molto di bellezza naturale: per te cosa significa davvero “trucco naturale”?

Il trucco naturale, il cosiddetto “nude look”, è la tendenza che non sbaglia mai. È il trend che funziona di più: varia nei colori, ma rimane semplice e naturale.

C’è un prodotto di make-up che secondo te non dovrebbe mai mancare nel beauty di una donna?

Le donne sono così vanitose e bisognose di attenzioni che vogliono di tutto e di più. Il beauty case è la loro coperta di Linus: dentro non deve mancare nulla, dal make-up alla skincare. Persino le ciglia finte, dalle intere ai ciuffetti riempitivi.

Qual è stato il backstage più divertente o surreale che hai vissuto nella tua carriera?

I backstage sono la cosa più divertente che rimane dopo una lunga giornata di lavoro. Dimostrano il grande lavoro che c’è dietro e l’unione che fa la differenza.

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Se dovessi raccontare una giornata tipo nel tuo lavoro, com’è davvero la vita di un make-up artist delle star?

La mia giornata tipo è svegliarmi presto, preparare l’occorrente, andare sul set e ordinare il piano di lavoro: luci, specchio, pennelli, palette, tutto a portata di mano. Skincare prima del make-up, un po’ di musica soft, massima concentrazione e collaborazione con tutti quelli del gruppo… e si comincia una lunga giornata di lavoro.

Dopo tanti anni tra moda, cinema e spettacolo, cosa continua a emozionarti del tuo lavoro?

L’emozione del mio lavoro e l’amore che ci metto sono sempre gli stessi. La scoperta di nuove collaborazioni con persone eccezionali e professionali mi entusiasma ancora, anche dopo oltre 40 anni di carriera.

Che consiglio daresti a una ragazza o a un ragazzo che sogna di diventare make-up artist?

Il consiglio che do a chi si affaccia oggi al mondo del lavoro è, prima di tutto, l’entusiasmo. Estro, senso della percezione di ciò che è trend e di ciò che non lo è. Avere molta personalità, eleganza e spirito collaborativo. No al copia e incolla, al tutto e tutti uguali, senza se e senza ma.

Esiste ancora una diva che non hai truccato ma che ti piacerebbe avere davanti allo specchio?

Dopo tanti anni, più di 40 di carriera, sinceramente non ho più grande interesse nel continuare a truccare volti nuovi. Ce ne sarebbero anche di interessanti, ma sono molto contento di ciò che ho fatto e mi va bene così. Capiterà ancora di truccare volti nuovi: finché mi chiameranno e mi vorranno, sarò ben felice di farlo.

Se il make-up fosse un superpotere, quale sarebbe il tuo?

Ci mancano solo i superpoteri e siamo a posto! Già con l’intelligenza artificiale c’è un bel risvolto per molti, ma io rimango dell’idea che, finché si potrà, usiamo le mani, la testa e le nostre capacità. Non si può ridurre tutto all’IA.

Dici la verità: qualche volta ti viene voglia di dire a qualcuno… “fidati, meglio di no”?

Non pervenute

Se potessi truccare una diva del passato, chi sceglieresti?

Dive del passato che mi sarebbe piaciuto truccare? La Loren in primis, poi Uma Thurman, Charlotte Rampling e oggi Lady Gaga.

E poi, naturalmente… io! Anche se non mi trucco mai.

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