Venerdì 6 Marzo 2026 13:03
8 marzo, Unicef: contro la violenza di genere, “Non restare in silenzio”


Focus sulle adolescenti, nella nuova campagna di comunicazione, supportata dal videoappello della pallavolista azzurra Alessia Orro. In Italia, vittima di violenza quasi una donna su 3
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In vista della Giornata internazionale della donna, l’8 marzo, Unicef Italia lancia la campagna di comunicazione “Non restare in silenzio” dedicata al contrasto alla violenza di genere, con focus particolare sulle ragazze adolescenti. Un’iniziativa sostenuta dalla pallavolista azzurra Alessia Orro, che proprio l’8 marzo lancerà su suoi speciale videoappello.
I dati forniti dall’organizzazione parlano di quasi una donna su 3, in Italia, vittima di violenza da parte del partner o violenza sessuale nel corso della propria vita; il dato sale esponenzialmente a livello globale, con la stima di 840 milioni di case. «In Italia, la violenza di genere rappresenta ancora oggi una delle più gravi violazioni dei diritti umani e un ostacolo strutturale alla piena realizzazione dei diritti delle donne in generale e, in particolare, di bambine e ragazze – riflette Nicola Graziano, presidente di Unicef Italia -. La campagna “Non restare in silenzio” vuole sottolineare proprio questo».
La richiesta è quella di «attuare con determinazione quanto previsto nel nuovo Piano strategico nazionale contro la violenza maschile sulle donne e la violenza domestica – prosegue Graziano -, prestando una particolare attenzione alle adolescenti, spesso dimenticate dalle azioni previste. È necessario intervenire con maggiore efficacia nella prevenzione, nella protezione, nel contrasto e nel recupero: soltanto agendo in questi diversi ambiti saremo efficaci contro la violenza di genere. La violenza si previene educando. Si contrasta garantendo l’accesso all’aiuto. Si supera con il diritto alla cura».
Nelle parole di Orro, «la violenza ti toglie la voce, ti fa sentire gli altri lontani e intacca la tua quotidianità, mettendo in discussione anche le azioni più semplici. È normale avere paura, ed è difficile trovare il coraggio – riflette -. Ma è proprio riconoscendo quella paura e facendo leva sul nostro coraggio che possiamo trovare la forza di non restare in silenzio, di aprirci alle persone di fiducia e di parlare. Chiedere aiuto è il primo passo per riprendersi la propria voce».
La campagna di Unicef Italia si rivolge in particolare alle adolescenti, invitandole a cogliere alcuni campanelli d’allarme che a volte vengono sminuiti. «Nelle relazioni affettive l’abuso e la violenza psicologica e fisica possono essere normalizzate e talvolta addirittura romanticizzate – osservano dall’organizzazione -; può capitare di non dare il giusto peso ad alcune azioni e parole; si può rischiare di rimanere in silenzio e isolarsi». L’esortazione alle ragazze è quindi a «riconoscere i segnali di pericolo: controllo, paura, soggezione, gelosia ossessiva e isolamento sociale, fino ad arrivare alla violenza fisica. È importante non sottovalutare la propria percezione di sentirsi a rischio: in questi casi è possibile chiamare il numero 1522 anche solo per farsi ascoltare e chiedere un consiglio».
6 marzo 2026
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