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Venerdì 6 Marzo 2026 16:03

I vescovi di Roma: «Di fronte al dolore del mondo, i cristiani non possono restare indifferenti»



Il messaggio alla diocesi e l'invito a unirsi «in un'unica supplica al Signore durante la celebrazione eucaristica», in attesa della Giornata di preghiera indetta dalla Cei. «Il nostro pensiero si rivolge in particolare alle comunità cristiane in quelle terre»

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«Il nostro cuore è profondamente turbato e addolorato per quanto sta accadendo in Medio Oriente e nelle tante periferie del mondo, dove scorre sangue innocente. Le notizie che giungono da quelle terre, segnate da conflitti, bombardamenti, tensioni politiche e profonde ferite tra i popoli, suscitano in tutti noi apprensione e dolore». Si apre con queste parole il messaggio del Consiglio episcopale alla diocesi di Roma, nel settimo giorno dall’inizio della guerra innescata dall’attacco congiunto di Usa e Israele all’Iran, il 28 febbraio, che sta infiammando tutta la regione.

«Di fronte a queste tragedie – scrivono i vescovi -, la comunità cristiana non può rimanere indifferente. Il Vangelo ci invita a farci prossimi a chi soffre, a condividere il peso delle prove dei nostri fratelli e sorelle e a sostenere con la preghiera quanti vivono nell’angoscia, nella paura e nell’incertezza del domani. Il nostro pensiero – proseguono – si rivolge in modo particolare alle comunità cristiane presenti in quelle terre, spesso piccole ma ricche di fede, che da secoli testimoniano il Vangelo in contesti difficili e talvolta segnati da persecuzioni e instabilità. Esse continuano a essere segno di speranza, di dialogo e di fraternità tra popoli e religioni diverse, e per questo meritano la nostra vicinanza, il nostro affetto e il nostro sostegno spirituale».

Nelle parole dei presuli, la consapevolezza che «la pace non nasce soltanto dall’assenza delle armi, ma richiede giustizia, dialogo sincero, rispetto reciproco e la volontà di riconoscere la dignità di ogni persona e di ogni popolo». Per questo, «facendo tesoro della guida spirituale del nostro vescovo, Papa Leone XIV, vi invitiamo, come diocesi e come comunità di credenti, a unirvi domenica in un’unica e fervente supplica al Signore durante la celebrazione eucaristica».

Pochi giorni dopo, il 13 marzo, «celebreremo, in comunione con tutte le Chiese italiane, una
Giornata di preghiera per la pace
. Come popolo di Dio – si legge ancora nel testo dei presuli -, ci rivolgeremo a Lui, Signore del cielo e della terra, affinché tocchi i cuori di quanti hanno responsabilità politiche e militari, illumini le coscienze di coloro che sono chiamati a prendere decisioni per il bene dei popoli e sostenga quanti operano con dedizione per il dialogo, la diplomazia e la riconciliazione. Pregheremo insieme per le vittime della violenza, per i feriti, per gli sfollati e per tutte le famiglie che vivono nell’angoscia».

Ricordando quindi le parole del profeta Isaia – «Il frutto della giustizia sarà la pace» -, il messaggio si conclude con l’affidamento all’intercessione della Vergine Maria, Regina della Pace, «perché sostenga ogni sforzo volto alla riconciliazione, al dialogo e alla fraternità. Il Signore ci renda strumenti di riconciliazione, di pace e di speranza per il mondo», l’invocazione.

6 marzo 2026

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