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Sabato 7 Marzo 2026 11:03

???? Edicole a Roma: quante resistono nel declino della stampa in città

A Roma il paesaggio urbano delle edicole — storici punti di riferimento per giornali, riviste e certificati — continua a restringersi. Il fenomeno della desertificazione commerciale che colpisce molte attività tradizionali si riflette anche nelle edicole della Capitale, con cali significativi negli ultimi anni, mentre alcuni gestori combattono per restare aperti in quartieri sempre più…
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A Roma il paesaggio urbano delle edicole — storici punti di riferimento per giornali, riviste e certificati — continua a restringersi. Il fenomeno della desertificazione commerciale che colpisce molte attività tradizionali si riflette anche nelle edicole della Capitale, con cali significativi negli ultimi anni, mentre alcuni gestori combattono per restare aperti in quartieri sempre più difficili.

Negli ultimi anni il numero delle edicole su suolo italiano è drasticamente diminuito, un trend che riguarda anche Roma, dove una forte concentrazione di giornalai un tempo animava strade e quartieri. A livello nazionale, i punti vendita di giornali e riviste sono passati da circa 36.000 nel 2003 a circa 11.000 nel 2025, secondo stime della federazione italiana editori giornali (FIEG) riferite alla crisi del settore.

Specificamente per Roma, dati di piano commerciale municipale riportano che in una sola area urbana — il Municipio IX — erano previsti 62 posteggi per edicole o chioschi per la vendita di stampa; di questi, 52 risultano ancora attivi mentre 10 sono inattivi o dismessi, un indicatore della fragilità complessiva della rete commerciale dei giornali nella Capitale.

Un ulteriore elemento per comprendere la misura del declino è quello delle chiusure: nel 2022 sono cessate 54 edicole a Roma, più che in qualsiasi altra grande città italiana, secondo elaborazioni del Sindacato Nazionale Autonomo Giornalai (SNAG) su dati delle Camere di Commercio.



Il calo delle edicole non dipende solo da fattori economici legati alla vendita di giornali cartacei, ma è il risultato di molteplici dinamiche:

  • La drammatica diminuzione delle vendite di quotidiani e periodici, soprattutto dopo la diffusione dell’informazione digitale;

  • La riduzione della richiesta di certificati e documenti cartacei, un tempo motivo importante di traffico presso i chioschi;

  • Normative e costi di gestione che rendono difficile mantenere l’attività soprattutto nelle zone con affitti più alti.

Secondo sindacalisti del settore, solo nell’ultimo anno il numero delle edicole nella Capitale è diminuito di circa una quota pari al 20% rispetto all’anno precedente, un segnale della pressione in costante aumento che grava sugli operatori tradizionali.

Il declino delle edicole è parte di un fenomeno più ampio noto come desertificazione commerciale, osservato da studi confederali su molte città italiane: in oltre un decennio migliaia di negozi al dettaglio in centro storico hanno chiuso, sigillando spazi commerciali e alterando la vivacità urbana.

Questa tendenza non riguarda solo i chioschi dei giornali, ma anche librerie, cartolerie e altri esercizi tradizionali, con effetti che si riverberano sulla qualità della vita urbana e sulla possibilità per residenti e turisti di accedere ai media su supporto cartaceo.



Malgrado il quadro complessivo sia negativo, non tutte le edicole chiudono. In alcuni quartieri di Roma, giornalai e gestori cercano soluzioni per rinnovare il modello di business, integrando la vendita di prodotti editoriali con:

  • servizi aggiuntivi come gadget, piccoli accessori e servizi di quartiere;

  • accordi con distributori locali per eventi culturali e vendite speciali;

  • presenza nelle reti di punti vendita misti che combinano riviste con libri, articoli da regalo o servizi di stampa.

In alcune città europee e italiane, analoghi chioschi di stampa si sono trasformati in spazi culturali di quartiere, offrendo letture, eventi e prodotti editoriali indipendenti che attraggono un pubblico più vasto.

Per cercare di arginare il tracollo, nel 2025 il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria ha stanziato fondi specifici per sostenere le edicole, con un decreto che prevede un finanziamento di circa 3 milioni di euro destinato a punti vendita di quotidiani e periodici, soprattutto dove manca copertura di servizi di stampa.

In precedenza, misure più ampie del Governo avevano stanziato fino a 17 milioni di euro per borse di sostegno alla stampa e ai punti vendita locali, evidenziando come l’editoria tradizionale sia vista da alcuni osservatori istituzionali come elemento strategico per garantire pluralismo e accesso all’informazione.



Nonostante la digitalizzazione stia erodendo la domanda di carta stampata, le edicole continuano a svolgere funzioni importanti nelle città come Roma: sono luoghi di passaggio, punti di riferimento sociale e accesso all’informazione, spesso in zone dove la cultura cartacea resiste soprattutto per scelta di appassionati e frequentatori abituali.

Il loro declino, osservano gli analisti, rappresenta non solo una trasformazione economica ma anche una perdita di spazi di comunità, tanto più significativa nei quartieri dove altri servizi culturali sono già fragili.

A Roma, il numero di edicole è nettamente inferiore rispetto a un decennio fa, con centinaia di chioschi che hanno chiuso e un calo recente di circa il 20% in un solo anno secondo sindacati locali. Tuttavia, alcuni edicolanti resistono, adottando strategie innovative e beneficiando di interventi pubblici, in un tessuto urbano che cerca di mantenere viva la tradizione della stampa cartacea in un’epoca sempre più digitale.


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