Lunedì 9 Marzo 2026 12:03
Dalla Caritas un nuovo servizio contro il gioco d’azzardo


La sede nel Centro d'ascolto in via di Porta San Lorenzo, accanto a Termini. Il coordinatore Cocciante: «L’approccio è “multiprofessionale”. Indaghiamo tutti gli aspetti implicati»
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Il gioco d’azzardo è una piaga che in Italia tocca sempre più persone e famiglie e fa emergere drammatiche difficoltà economiche. Per dare un aiuto concreto e di prossimità, la Caritas diocesana di Roma ha attivato un nuovo servizio “Azzardo”, nella sede del Centro di ascolto diocesano in via di Porta San Lorenzo 7, a fianco alla stazione Termini, dedicato all’accoglienza, all’orientamento e all’accompagnamento delle persone e dei loro familiari alle prese con le conseguenze delle scommesse e della possibile dipendenza dal gioco. Un servizio attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, in collaborazione con la Fondazione Salus Populi Romani.
A spiegare i dettagli operativi è il coordinatore del progetto Simone Cocciante: «Raccogliamo le richieste di quanti ci contattano telefonicamente, via mail o vengono qui di persona sia autonomamente che tramite i cosiddetti “invianti”, ovvero parrocchie, centri di ascolto parrocchiali o anche familiari ». Importante poi è stabilire un contatto diretto e veloce con l’interessato, per ridurre il più possibile il rischio che la persona possa cambiare idea e allontanarsi; «dopo si fissa un appuntamento venendo incontro e agevolando tutte le esigenze di chi chiede aiuto». L’approccio, fin dal primo incontro, è “multiprofessionale”. «Andiamo così a indagare – spiega Cocciante – tutti gli aspetti in gioco: psicologico, sociale, legale, economico, abitativo, familiare, cercando di capire la situazione della persona a 360 gradi». Ecco perché si tende sempre a far incontrare la persona con almeno due o tre professionisti. In primis il legale messo a disposizione dal Centro di ascolto. In questo modo «riusciamo a capire se i problemi legati al gioco sono antecedenti a quelli economici e familiari, quindi una loro causa, o viceversa ».
Di base, inoltre, i primi colloqui si concentrano sulla storia personale legata all’azzardo e «si valuta in questo modo la possibilità di presa in carico presso un eventuale servizio di cura medico, quindi terapeutico, sulla patologia del gioco». In tal caso il Centro di ascolto si rivolge direttamente a strutture pubbliche o private, come ambulatori, Asl, centri convenzionati o al Centro italiano di solidarietà don Mario Picchi (CeIS) e accompagna la persona al primo incontro con psicologi e medici. Al percorso sanitario, poi, si affianca quello legale e sociale, portato avanti sempre dalla Caritas, che valuta se intervenire anche tramite la Fondazione Salus Populi Romani per quanto riguarda il contrasto all’usura. «Spesso infatti – spiega Cocciante – alla patologia si affiancano enormi problemi di tipo economico come gli indebitamenti, la difficoltà a pagare bollette, rate dell’auto, affitto. Tutto questo rende le persone incapaci di reagire, di tenersi stretto il lavoro o di trovarne uno nuovo, visto che in molti casi l’hanno perso proprio per il gioco d’azzardo».
Il ruolo iniziale del Centro di ascolto è dunque quello «di essere una cabina di regia, uno snodo, oltre che di accogliere e accompagnare», ma è già previsto, quando il servizio andrà a pieno regime, di sviluppare anche «un monitoraggio sul breve, medio e lungo periodo, per non perdere i contatti». Basti pensare che, secondo il Rapporto sulle povertà pubblicato proprio da Caritas lo scorso novembre, Roma è, suo malgrado, «la Capitale del gioco d’azzardo», con oltre 8,3 miliardi di euro spesi nel 2024: ben 600 milioni in più rispetto all’anno precedente.
9 marzo 2026
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