Mercoledì 11 Marzo 2026 11:03
Iraq: il Papa accetta la rinuncia del cardinale Sako


Il patriarca di Baghdad dei Caldei si è dimesso, all'età di 77 anni. «Ho guidato la Chiesa caldea in circostanze difficili e tra grandi sfide. Sono fiducioso che Dio si prenderà cura della sua Chiesa»
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Annunciate ieri, 10 marzo, le dimissione del patriarca di Baghdad dei Caldei il cardinale Louis Raphael Sako. «Il Santo Padre – si legge nella nota diffusa dalla Sala stampa vaticana – ha accettato la rinuncia all’ufficio presentata a norma del canone 126 §2 del Codice dei canoni delle Chiese orientali». Stando al canone citato, «competente ad accettare la rinuncia del patriarca è il Sinodo dei vescovi della Chiesa patriarcale, dopo aver consultato il Romano Pontefice, a meno che il Patriarca non si sia rivolto direttamente al Romano Pontefice».
Lo conferma lo stesso Sako, nella lettera pubblicata ieri sul sito del Patriarcato. ««Due anni fa, quando ho compiuto 75 anni, ho iniziato a pensare di presentare le mie dimissioni – scrive – e ne avevo già parlato con il defunto Papa Francesco, ma lui mi ha incoraggiato a rimanere. Ieri mattina, 9 marzo 2026, ho deciso, in piena libertà, di presentarle a Sua Santità Papa Leone XIV, per potermi dedicare in silenzio alla preghiera, alla scrittura e al semplice servizio. Le ha accettate e ho chiesto che fossero annunciate ufficialmente oggi a mezzogiorno, 10 marzo». Quindi la precisazione: «Per evitare qualsiasi equivoco, confermo che nessuno mi ha costretto a farlo, ma che ho chiesto di mia spontanea volontà le dimissioni».
Il patriarca ricorda il suo servizio alla Chiesa caldea, «in circostanze estremamente difficili e tra grandi sfide. Ho preservato l’unità delle sue istituzioni e non ho risparmiato sforzi per difenderla e per difendere i diritti degli iracheni e dei cristiani, prendendo posizione e mantenendo una presenza sia all’interno sia all’esterno del Paese. I miei 13 anni come patriarca – prosegue – sono stati anni di amorevole cura pastorale, di accompagnamento e di crescita».
Spazio quindi alla gratitudine per quanti lo hanno accompagnato nel suo cammino, dalla famiglia a «coloro con cui ho vissuto come sacerdote a Mosul, vescovo a Kirkuk e patriarca a Baghdad», agli assistenti, fino ai sacerdoti di Baghdad e al personale del Patriarcato. «In questi tempi difficili – sono ancora le parole del cardinale -, spero che la guida della Chiesa cattolica caldea sia affidata a un patriarca dotato di solida cultura teologica, coraggio e saggezza: qualcuno che creda nel rinnovamento, nell’apertura e nel dialogo e che abbia anche senso dell’umorismo. Lo rispetterò e non interferirò mai nel suo lavoro. Sono fiducioso che Dio si prenderà cura della sua Chiesa».
11 marzo 2026
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