Mercoledì 11 Marzo 2026 15:03
Ucciso in libano un soccorritore della Croce rossa


Youssef Assaf è morto in seguito alle ferite riportate mentre era in servizio in ambulanza nelle aree interessate dalle ostilità. Valastro (Cri): «Necessario riportare l'umanità in primo piano»
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«Ancora una volta, ci troviamo a piangere un collega ucciso mentre portava aiuto. Non è possibile accettare che gli operatori umanitari perdano la vita mentre sono impegnati a salvare vite e che venga impedito loro di assistere chi si trova nel momento del bisogno». Il presidente della Croce rossa italiana (Cri) Rosario Valastro commenta con queste parole la morte di Youssef Assaf, soccorritore della Croce rossa libanese morto per le ferite riportate mentre era in servizio in ambulanza nelle aree interessate dalle ostilità.
La sua perdita – per la quale Valastro rivolge «le più sincere condoglianze» alla famiglia e ai colleghi – riporta l’attenzione sul fenomeno degli attacchi agli operatori in zone di conflitto, «che purtroppo, soprattutto negli ultimi anni, è diventato frequente. Questa nuova tragedia – prosegue – sottolinea, come stabilito dalle Convenzioni di Ginevra e dal diritto internazionale umanitario, l’importanza di rispettare e proteggere il personale medico, le ambulanze e i pazienti, affinché sia possibile garantire supporto, conforto, cure, dignità a chi soffre. È necessario riportare l’umanità in primo piano – rimarca -. Le guerre hanno delle regole e devono essere rispettate. Lo diciamo da sempre, lo ribadiamo davanti ai conflitti dei nostri giorni e non ci stancheremo di continuare a farlo».
11 marzo 2026
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