Giovedì 12 Marzo 2026 08:03
In Libano oltre mezzo milione di sfollati


L'sos lanciato da Oxfam. Il portavoce Pezzati: «Nella regione a rischio 60 milioni di persone, che già dipendono dagli aiuti umanitari». Alla comunità internazionale: fermare la violenza
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In Libano circa mezzo milione di persone è stato costrette ad abbandonare le proprie case; oltre 117mila hanno trovato rifugio in strutture di emergenza. Oxfam torna ad accendere i riflettori sulla situazione umanitaria nel Paese dei cedri, che rischia di precipitare fino al collasso a causa dei bombardamenti e dell’invasione israeliana. L’escalation militare, rimarcano dall’organizzazione, si inserisce in un contesto regionale già segnato da una grave crisi umanitaria, a partire da Gaza, dove «la popolazione è allo stremo». Basti pensare che in alcune aree di Gaza City si sopravvive con due litri d’acqua al giorno a persona, mentre cibo e beni essenziali risultano quasi introvabili nei mercati locali, anche a causa dell’aumento vertiginoso dei prezzi di carburante e generi di prima necessità.
A chiarirlo è Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia. «L’espansione dell’occupazione israeliana e i bombardamenti in corso sul Libano stanno già avendo conseguenze devastanti sulla sopravvivenza delle fasce più vulnerabili di una popolazione che non si era ancora ripresa dall’ultima ondata di violenze – afferma -. Ancora una volta intere famiglie sono costrette ad abbandonare le proprie case sotto i bombardamenti».
Per far fronte all’emergenza, Oxfam e i partner locali sono impegnati nell’assistenza agli sfollati nelle aree più colpite del Paese, in particolare nel sud del governatorato del Monte Libano e nella Bekaa, dove vengono distribuiti acqua potabile, coperte e kit igienico-sanitari alle persone accolte nei rifugi. L’organizzazione sottolinea comunque di essere pronta ad ampliare l’intervento nei Paesi in cui già opera, a partire da Gaza, dove dall’ottobre 2023 sono state assistite oltre 1,3 milioni di persone.
Secondo Oxfam, l’escalation militare rischia di avere conseguenze umanitarie ben oltre i confini libanesi. «Il rischio è che gli effetti dell’escalation si estendano a tutto il Medio Oriente a causa dell’inerzia della comunità internazionale – avverte Pezzati -. I primi a pagarne il prezzo saranno i 60 milioni di persone che già oggi dipendono dagli aiuti umanitari per sopravvivere». L’aumento dei prezzi del carburante, la difficoltà nel reperire beni essenziali e gli ostacoli logistici e burocratici stanno infatti mettendo sotto forte pressione il sistema di risposta umanitaria, con il rischio di un collasso sanitario e socioeconomico.
L’organizzazione lancia infine un appello urgente alla comunità internazionale perché «siano accertate le responsabilità per le violazioni del diritto internazionale e si adottino iniziative concrete per fermare la nuova ondata di violenza, garantendo la protezione dei civili e promuovendo percorsi diplomatici verso la pace».
Fino al 31 marzo è possibile sostenere Oxfam con un SMS solidale al numero 45593 o su
oxfam.it
.12 marzo 2026
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