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Giovedì 12 Marzo 2026 12:03

Medio Oriente: colpita la base italiana a Erbil



La conferma dal ministro della Difesa Crosetto: nessun ferito. «Ferma condanna» del ministro degli Esteri Tajani. Incendi in tutta la regione del Golfo per i continui attacchi iraniani

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Un drone – e non un missile, come riportato inizialmente – sarebbe finito contro la base militare italiana a Erbil, nel Kurdistan iracheno. L’allarme è scattato alle 20.30 di ieri, 11 marzo. Il drone, u no shahed, sembrerebbe aver perso quota, finendo contro un mezzo militare. «Il personale sta bene, era protetto all’interno del bunker quando è avvenuta l’esplosione e stanno tutti quanti bene», ha riferito ai microfoni di Sky Tg 24 il comandante della base Stefano Pizzotti. Dopo l’allarme, «seguendo procedure già rodate – ha spiegato -, ci siamo recati in sicurezza nei bunker assegnati. Poco prima dell’1, ora locale, c’è stata una minaccia aerea». Al momento l’allarme è rientrato ma «gli artificieri della Coalizione stanno mettendo in sicurezza l’area».

Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto si è messo immediatamente in contatto con il comandante della base. «A quanto si apprende, non ci sono feriti tra i militari italiani, né feriti tra il personale italiano. Stanno tutti bene», le sue parole. «Ferma condanna» per quanto avvenuto è arrivata anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha parlato con l’ambasciatore d’Italia in Iraq. «Per fortuna i nostri militari stanno tutti bene e sono al sicuro nel bunker», ha confermato.

Intanto, riferisce la Bbc, i continui attacchi iraniani hanno innescato una serie di incendi in tutta la regione del Golfo. Oltre alle due petroliere che hanno preso fuoco dopo un attacco vicino al porto meridionale iracheno di Bassora, in Bahrein si è verificato un grave incendio dopo che l’Iran ha preso di mira i serbatoi di petrolio e carburante vicino all’aeroporto internazionale. La Bbc parla di fumo così denso che le autorità stanno esortando la popolazione a tenere le finestre chiuse. In Oman, le squadre antincendio stanno ancora lavorando per contenere un incendio nei serbatoi di carburante dopo l’attacco di ieri al porto di Salalah. L’Oman ha ora ordinato l’evacuazione delle navi presso il suo terminal di esportazione petrolifera come misura precauzionale.

In un comunicato trasmesso dalla tv di Stato, l’esercito iraniano ha dichiarato di aver preso di mira le basi militari israeliane e il servizio di sicurezza nazionale Shin Bet, mentre la guerra entra nel suo tredicesimo giorno. E per quanto riguarda lo stretto di Hormuz, il presidente Usa Donald Trump assicura: «È in ottima forma. Abbiamo distrutto tutte le navi». Da parte sua, il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf avverte, in un post su X, che Teheran «abbandonerà ogni moderazione se gli Stati Uniti e Israele attaccheranno una qualsiasi delle sue isole nel Golfo: «Faremo scorrere nel Golfo Persico il sangue degli invasori».

Per quanto riguarda Hezbollah, una fonte politica di alto rango ha affermato all’Ansa che il movimento armato filo-iraniano è entrato «in una nuova fase della guerra» col lancio nella notte di «150 missili» verso Israele. «Siamo pronti a ogni scenario e preparati a una lunga guerra. Per noi è una guerra esistenziale contro il nemico».

12 marzo 2026

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