Sabato 14 Marzo 2026 15:03
Donne anche i trans, all’Onu l’Italia vota a favore – Protesta Pvf
La prossima settimana il voto sull'ideologia gender - Il ministro Tajani può ordinare alla delegazione italiana di votare contro -
#politica #aborto #femministe #gender #onu #tajani #trans
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Antonio Brandi, presidente dell’associazione Pro Vita & Famiglia, ci invia la seguente lettera aperta sulla votazione italiana all’Onu sulle “conclusioni concordate” della Commissione sullo Status delle Donne (CSW) in corso all’ONU fino al 19 marzo. Ne concordiamo totalmente il contenuto e la pubblichiamo qui di seguito per chiarire ai lettori quale sia stata nell’occasione la posizione italiana, che non ci piace per niente.
“Ti porto notizie dall’ONU. Non sono quelle che volevo ricevere. Non sono quelle che volevo darti. Ma soprattutto, non provengono da chi aveva il dovere istituzionale di informarci prima.
“L’Italia ha votato a favore delle cosiddette “conclusioni concordate” della Commissione sullo Status delle Donne (CSW) in corso all’ONU fino al 19 marzo.
“Il testo approvato col voto favorevole dell’Italia è pieno di previsioni ideologiche che avranno un grave impatto concreto sugli ordinamenti internazionali.
“Ti segnalo, in particolare, tre gravi elementi:
1) L’espressione “salute sessuale e diritti riproduttivi” – il linguaggio che l’ONU usa sistematicamente per introdurre l’aborto come diritto universale – è nel testo, senza riserve.
2) La parola “genere” compare decine di volte al posto di “sesso”. Una porta lasciata aperta alle interpretazioni “fluide”. Deliberatamente.
3) Finanziamenti pubblici garantiti, stabili e pluriennali alle organizzazioni femministe. Non come scelta degli Stati. Come obbligo.
“Avevamo chiesto – prosegue la lettera di Brandi – al Ministro degli Esteri Antonio Tajani di chiarire la posizione dell’Italia. Non ci ha mai risposto. Ma ora lo sappiamo: favorevole.
“La delegazione degli Stati Uniti è stata l’unica che abbia provato ad arginare la deriva, in linea con le politiche del Presidente Donald Trump. Gli USA avevano proposto 8 emendamenti. Il più importante: intendere “genere” come distinzione biologica tra uomini e donne. No alle ‘donne trans’.
“La delegazione dell’Olanda, a nome di tutta l’Unione Europea, ha lavorato perché gli emendamenti fossero bocciati in blocco. E così è stato.
“Gli americani, a quel punto, hanno ritirato il loro consenso. “Come possiamo affidare le donne e le ragazze del mondo – ha detto l’Ambasciatore americano – a un’agenzia che nega la realtà biologica di una donna?”.
“Sante parole. Per la prima volta nella storia, quindi, le “conclusioni concordate” della CSW non sono state approvate per consenso generale ma ai voti.
“Tra quei voti, anche quello – favorevole – dell’Italia. E di questo, da cittadino italiano, mi vergogno profondamente.
“Ma attenzione, il nostro Governo può ancora salvare il salvabile. In calendario c’è un ultimo voto. Un voto cruciale. Gli Stati Uniti infatti insistono per vincolare il termine “genere” al dualismo biologico maschile e femminile. Nessuna interpretazione fluida. Si voterà la prossima settimana. Il Ministro Tajani può ancora rimediare, ordinando alla nostra delegazione di schierarsi con gli Stati Uniti contro l’ideologia gender. Ma questo accadrà solo se Tajani sentirà aumentare la pressione dell’opinione pubblica in tempi brevi. E c’è solo un modo perché ciò avvenga.
“Anche grazie alle donazioni ricevute nei giorni scorsi, Pro Vita & Famiglia si è presentata preparata a questo appuntamento:
abbiamo analizzato paragrafo per paragrafo i documenti preparatori della Commissione ONU sulle Donne
abbiamo redatto con esperti di diritto internazionale un documento analitico con le proposte di modifica, inviato alla delegazione italiana
abbiamo elaborato articoli e contenuti informativi diffusi quotidianamente sul nostro sito e sui nostri social network
abbiamo noleggiato e fatto circolare a Roma, intorno al Ministero degli Esteri, un camion-vela (nella foto) col nostro messaggio a Tajani.
abbiamo redatto con esperti di diritto internazionale un documento analitico con le proposte di modifica, inviato alla delegazione italiana
abbiamo elaborato articoli e contenuti informativi diffusi quotidianamente sul nostro sito e sui nostri social network
abbiamo noleggiato e fatto circolare a Roma, intorno al Ministero degli Esteri, un camion-vela (nella foto) col nostro messaggio a Tajani.
“Il camion-vela sta ancora circolando a Roma, e ti spiego perché sta colpendo nel segno.
1) Perché continua a pressare Tajani chiedendogli di appoggiare l’emendamento anti-gender della delegazione USA che si voterà all’ONU
2) Perché ha generato il furioso attacco del Partito Democratico, costringendolo ad ammettere tutto ciò che stiamo denunciando. Sì, il Partito Democratico ha diramato un comunicato stampa al vetriolo contro il nostro camion-vela.
“Ci accusano apertamente di voler “influenzare il dibattito pubblico mentre l’Italia partecipa ai negoziati internazionali all’ONU”.
“Esatto, è proprio così. È un nostro diritto farlo. D’altro canto, è proprio ciò che stanno facendo, dal loro punto di vista, le Lobby Lgbt.
“Quando la sinistra ci accusa di fare troppo rumore, vuol dire che ne dobbiamo fare il doppio.
“È la prova definitiva: temono la nostra azione. L’Italia ha votato sì alle ‘conclusioni concordate’, e questo non possiamo cambiarlo. Ma possiamo ancora impedire che “genere” venga usato per cancellare la realtà biologica, in particolare della donna.
“Il Ministro Tajani – conclude Antonio Brandi – ordini alla delegazione italiana all’ONU di schierarsi con quella americana e limitare il concetto di ‘genere’ a maschio e femmina!”. Questa la richiesta di Pro Vita & Famiglia.
