Sabato 14 Marzo 2026 20:03
Cittadinanza – La discendenza non più diritto illimitato
In attesa delle motivazioni della sentenza della Corte costituzionale sul decreto legge del 2025, si cerca di capire quali casi rientreranno nelle limitazioni -
#italiani nel mondo
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La recente decisione della Corte costituzionale sul decreto-legge del 2025 che ha modificato le norme sulla cittadinanza non chiude affatto il dibattito su una riforma introdotta per legge alla precedente normativa sull’acquisizione della cittadinanza ai nostri emigrati all’estero che continua a sollevare interrogativi giuridici e politici.
La Consulta ha dichiarato in parte infondate e in parte inammissibili le questioni sollevate dal Tribunale di Torino, ma le motivazioni complete saranno note solo nelle prossime settimane. Proprio da quelle motivazioni si comprenderà se il rigetto riguardi esclusivamente il caso concreto oppure l’intero impianto della normativa.
La legge ha introdotto un cambio radicale: la cittadinanza per discendenza non è più riconosciuta come diritto potenzialmente illimitato. Chi è nato all’estero e possiede un’altra cittadinanza può essere considerato come non titolare di quella italiana se non dimostra un legame effettivo con il Paese.
Sono stati inoltre introdotti termini e condizioni molto restrittivi: la presentazione della domanda entro una scadenza perentoria oppure la dimostrazione di specifici requisiti familiari o di residenza.
Proprio questi elementi rappresentano uno dei punti più controversi. La distinzione tra chi ha presentato domanda prima o dopo la scadenza crea infatti una frattura tra situazioni identiche sul piano della discendenza ma trattate in modo diverso dalla legge.
Il risultato è una forte compressione di diritti che per decenni sono stati riconosciuti come acquisiti sulla base della continuità familiare.
La nuova normativa introduce quindi una rottura netta rispetto alla tradizione giuridica precedente, trasformando un diritto storicamente riconosciuto in un sistema di eccezioni e condizioni.
Il rischio segnalato da molti osservatori è quello di produrre una disparità tra discendenti di italiani che si trovano nella stessa posizione ma sono separati solo da una data o da requisiti amministrativi difficili da dimostrare.
Il rischio segnalato da molti osservatori è quello di produrre una disparità tra discendenti di italiani che si trovano nella stessa posizione ma sono separati solo da una data o da requisiti amministrativi difficili da dimostrare.
Il contenzioso non è destinato a esaurirsi. Nei prossimi mesi sono attese ulteriori decisioni della Corte di Cassazione e nuovi passaggi davanti alla stessa Corte Costituzionale.
Il tema resta quindi aperto: non solo per i profili giuridici ma anche per le conseguenze concrete su milioni di persone legate all’Italia da storia familiare, cultura e identità.
Le sentenze potranno chiarire l’interpretazione della norma, ma resta il nodo politico e giuridico di una legge che ha ridisegnato profondamente il concetto di appartenenza nazionale e il rapporto tra lo Stato e le comunità di origine italiana nel mondo. (Pier Francesco Corso)
