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Lunedì 16 Marzo 2026 11:03

Truffa a un’anziana invalida a La Rustica: la figlia chiama la polizia e fa arrestare il finto finanziere

Ha tentato di raggirare un’anziana invalida facendosi passare per un finanziere, ma il piano è...

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Ha tentato di raggirare un’anziana invalida facendosi passare per un finanziere, ma il piano è fallito grazie alla prontezza della figlia della vittima e all’intervento della polizia. Un 47enne originario di Pomigliano d’Arco, con numerosi precedenti, è stato arrestato a Roma con l’accusa di tentata truffa aggravata.

Il tentativo di raggiro è iniziato intorno alle 11 quando la donna, una 61enne con disabilità, ha ricevuto una telefonata sul telefono fisso. Dall’altra parte della linea un uomo, con accento campano, si è presentato come appartenente alla Guardia di Finanza, accusandola di essere coinvolta in una rapina.

Con una tecnica di forte pressione psicologica, il truffatore ha spiegato che per “chiudere la pratica” senza conseguenze legali avrebbe dovuto consegnare subito denaro e gioielli come risarcimento.

A intuire subito la truffa è stata la figlia della donna, presente in casa, che è riuscita ad allertare il 112 senza farsi scoprire. Gli agenti della polizia di Stato sono arrivati nell’appartamento di via della Rustica e hanno organizzato un appostamento all’interno dell’abitazione. Per non insospettire eventuali complici, hanno parcheggiato le auto lontano e si sono tolti le divise.

Durante la telefonata il truffatore ha iniziato a sospettare qualcosa a causa di alcuni rumori in casa. La vittima, seguendo le indicazioni degli agenti, lo ha rassicurato con una scusa semplice: “È solo il gatto che gira per casa”.

Poco dopo al citofono si è presentato il presunto incaricato per ritirare il denaro. L’uomo è salito al terzo piano ed è entrato nell’appartamento, dirigendosi verso il tavolo dove erano stati appoggiati 600 euro in contanti e alcuni gioielli avvolti in un panno.

Nel momento in cui ha cercato di prendere il bottino, gli agenti sono usciti allo scoperto e lo hanno bloccato in flagranza. In tasca aveva ancora il telefono con la chiamata aperta con il complice, che gli forniva istruzioni in tempo reale.

Dall’analisi dello smartphone sono emersi anche messaggi WhatsApp con la posizione esatta dell’abitazione della vittima, elementi che potrebbero aiutare gli investigatori a risalire alla rete di truffatori.

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