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Lunedì 16 Marzo 2026 12:03

L’esercito israeliano entrato in Libano



Annunciato l'inizio di «operazioni terrestri limitate e mirate» contro Hezbollah nel sud del Paese. Iran: «Nessuna clemenza per affiliati di Israele e Stati Uniti». Il presidente Trump: «Futuro molto negativo» per la Nato se non contribuirà alle operazioni

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Dalle Forze di difesa israeliane (Idf) è arrivato l’annuncio di «operazioni terrestri limitate e mirate» contro Hezbollah nel sud del Libano. Gli obiettivi, spiegano, sono «importanti roccaforti» del “Partito di Dio”. «Questa attività – sono le parole diffuse dal portavoce – fa parte di più ampi sforzi difensivi per stabilire e rafforzare una posizione difensiva avanzata, che comprende lo smantellamento delle infrastrutture terroristiche e l’eliminazione dei terroristi che operano nell’area». Il piano è quello di «creare un ulteriore livello di sicurezza per i residenti nel nord di Israele».

Intanto si discute sul ruolo dell’Unione europea da un parte e della Nato dall’altra. L’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha riferito al Consiglio Affari esteri di aver parlato con il segretario generale Onu Antonio Guterres «per capire se è possibile avere un’iniziativa a Hormuz come quella sul Mar Nero per il grano dell’Ucraina». La chiusura dello stretto infatti rappresenta un grave pericolo per le forniture di petrolio, specie per l’Asia, ma a la situazione è problematica «anche per quanto riguarda i fertilizzanti- E se quest’anno ci sarà carenza di fertilizzanti, l’anno prossimo si verificherà anche una carenza di cibo». La sicurezza della navigazione, ha sottolineato, «serve ora».

Per quanto riguarda la Nato, il presidente Usa Donal Trump ha minacciata un «futuro molto negativo» per la Nato se non contribuirà alle operazioni legate alla guerra con l’Iran, per quanto riguarda la riapertura dello Stretto. Ma il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, all’arrivo al Consiglio Ue Esteri, rispondendo a una domanda su un possibile ruolo dell’Alleanza ha precisato: «Non mi sembra che la Nato abbia preso una decisione né che possa assumersi la responsabilità per lo Stretto di Hormuz. Se così fosse, gli organi della Nato se ne occuperebbero».

Dall’Iran intanto il capo della magistratura ha invitato i tribunali a non mostrare «indulgenza» per le persone affiliate a Israele e gli Stati Uniti, nel contesto del conflitto in corso. Lo riferiscono i media locali, aggiungendo che nelle ultime settimane le autorità iraniane hanno condotto vaste retate in tutto il Paese, arrestando centinaia di persone sospettate di collaborare con Israele e gli Stati Uniti.

Tornando al Libano, al momento, secondo la Croce rossa libanese, sono circa 900mila gli sfollati. Molti di loro sono ancora nelle strade, a due settimane dallo scoppio delle nuove tensioni con Israele. In tutto il territorio scuole, sale parrocchiali, centri comunitari e edifici pubblici sono stati trasformati in rifugi temporanei per accogliere chi fugge dai bombardamenti, mentre migliaia di persone hanno trovato ospitalità presso parenti o famiglie disposte ad accoglierle.

L’Idf nel frattempo ha reso noto di aver avviato una nuova ondata di attacchi «su vasta scala» contro Teheran. E il ministro degli Esteri iraniano in relazione agli attacchi contro i depositi di carburante parla di «ecocidio», a motivo dei rischi a lungo termine per la salute dei residenti. Non si fermano comunque gli attacchi con droni contro i Paesi del Golfo. Uno di questi ha causato un incendio nelle vicinanze dell’aeroporto di Dubai, causandone la chiusura.

Mentre la guerra entra nella terza settimana, gli Usa parlano di trattative con Teheran, ma «non credo siano pronti per un accordo» è il commento del presidente Trump. E le compagnie petrolifere avvertono: è probabile che la crisi peggiori.

16 marzo 2026

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