Martedì 17 Marzo 2026 12:03
Lavoro, impennata di infortuni. Un’intesa in Procura


L'allarme arriva da Cgil Roma e Lazio: «Quadro netto e fortemente preoccupante». Il dato «drammatico» degli infortuni mortali: 3 solo a gennaio. Accordo con le Asl
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Oltre 3mila denunce complessive di infortunio. Il 2026 si apre con un nuovo record negativo per il Lazio: nel solo mese di gennaio se ne contano ben 3.183 rispetto alle 2.781 di gennaio 2025. E le vittime sono sempre più lavoratori anziani. A lanciare l’allarme è la Cgil di Roma e del Lazio che, in una nota, parla apertamente di «un quadro netto e fortemente preoccupante». Stando ai numeri, gli infortuni sul lavoro sono passati da 2.086 a 2.632, con un incremento del 26,17 per cento in un solo anno. A questo si aggiunge «il dato drammatico degli infortuni mortali»: tre i decessi avvenuti a gennaio 2026 durante lo svolgimento dell’attività lavorativa (2 quelli rilevati nello stesso mese del 2025).
Scendendo nel dettaglio di ogni provincia, il triste primato spetta a quella di Roma, che conta in totale 2.525 denunce di infortuni sul lavoro; segue Latina con 238 e Frosinone con 190. A Viterbo se ne contano 139, 91 a Rieti. L’altro dato preoccupante riguarda i lavoratori anziani: nella fascia compresa tra i 65 e i 69 anni le denunce passano da 53 a 91, con un incremento del 71,7 per cento. Crescono anche gli infortuni tra i 60 e i 64 anni, che salgono da 255 a 297.
Numeri preoccupanti che hanno spinto le istituzioni a prendere provvedimenti: è stato siglato, presso la Procura di Roma, un nuovo protocollo d’intesa volto a disciplinare gli interventi e le indagini di Polizia giudiziaria in caso di infortuni sul lavoro. Dalla Procura riferiscono che l’accordo vuole essere una risposta alle diverse criticità segnalate dall’Ispettorato d’area metropolitana. In sostanza, per gli infortuni gravi, gravissimi o mortali, d’ora in poi sarà la sezione di Polizia giudiziaria della Procura a coordinare l’intervento. Se l’infortunio avviene all’interno di strutture sanitarie pubbliche, il controllo sarà affidato a una Asl diversa da quella di appartenenza, secondo uno schema di rotazione predefinito. Inoltre, le forze dell’ordine intervenute per prime avranno il compito di “cristallizzare” lo stato dei luoghi e identificare i lavoratori, trasmettendo i dati all’Ispettorato del lavoro per le verifiche sulla regolarità dei contratti. E mentre le Asl si occuperanno degli interventi in urgenza, le indagini per infortuni lievi saranno eseguite dall’Ispettorato d’Area metropolitana di Roma. Inoltre, il personale che indagherà riceverà una formazione periodica specifica, coordinata dai magistrati della Procura e supportata dalle strutture logistiche della Asl Roma 1, garantendo così standard tecnici elevati nei rilievi.
«L’obiettivo – si legge nel documento firmato dal Procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi, dal Procuratore aggiunto Antonino Di Maio e dai direttori generali delle Asl Roma 1, Roma 2 e Roma 3, rispettivamente Giuseppe Quintavalle, Francesco Amato e Laura Figorilli, alla presenza di Andrea Urbani, direttore della Direzione Salute e integrazione socio sanitaria della Regione Lazio – è ottimizzare le risorse e assicurare un accertamento dei fatti tempestivo e uniforme, al fine di individuare le responsabilità e far cessare situazioni di pericolo grave e immediato nei luoghi di lavoro». (Fabio Beretta)
17 marzo 2026
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