Martedì 17 Marzo 2026 12:03
Colletta pro Terra Sancta, Gugerotti: «Le armi continuano a sparare»


Il prefetto del dicastero per le Chiese orientali scrive ai vescovi del mondo per l'appello alla raccolta del Venerdì Santo. «Ai cristiani va data la possibilità di rimanere nelle loro terre»
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«Quanto abbiamo sperato che la pace finalmente potesse riportare vita e speranza in Terra Santa! I cosiddetti dialoghi e gli accordi si sono moltiplicati, ma contemporaneamente le armi non tacevano. Si è detto di aver raggiunto la pace ma, pur parlandone i media molto meno di prima, le armi continuano a sparare, la gente a morire, le terre a essere contese, i cristiani a emigrare per salvarsi la vita». Il cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del dicastero per le Chiese orientali, scrive ai vescovi del mondo per l’appello alla Colletta dei cristiani in Terra Santa.
Il porporato ricorda che moltissimi cristiani di Terra Santa «hanno perso tutto, compreso quel lavoro che veniva dal servizio ai pellegrini» e che con il contributo della colletta «almeno le loro scuole potranno riprendere a funzionare, qualche nuova casa potrà essere costruita e, laddove la distruzione è totale, qualche cura sarà garantita». E richiama le parole di gratitudine a Dio pronunciate da Papa Leone «per i cristiani che, specialmente in Medio Oriente, perseverano e resistono nelle loro terre, più forti della tentazione di abbandonarle. Ai cristiani va data la possibilità, non solo a parole, di rimanere nelle loro terre con tutti i diritti necessari per un’esistenza sicura. Vi prego, ci si impegni per questo!», l’esortazione del pontefice.
La Colletta per la Terra Santa, riflette Gugerotti, «sarà una goccia nell’oceano, ma l’oceano, a forza di perdere gocce, sta diventando un deserto». Esorta quindi i vescovi a sensibilizzare le loro comunità, mostrando immagini e sensibilizzando « attraverso le mille fonti che rendono accessibile la fatica quotidiana dei pochi cristiani che riescono a mantenere la possibilità di rimanere nella loro terra». Ricorda anche «che dare è un forte segno di fede, che una Terra Santa senza credenti è una terra perduta, perché si smarrisce la memoria viva, che è la continuità con la fonte della salvezza che ci ha rigenerati in Cristo». Quindi il monito: «Sacrilegio non è solo un atto compiuto contro l’Eucaristia; sacrilegio è anche l’atto compiuto contro il Corpo di Cristo che è la Chiesa».
17 marzo 2026
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