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Martedì 17 Marzo 2026 13:03

“Un bel giorno” colpisce nel segno



Fabio De Luigi e Virginia Raffaele protagonisti del film di De Luigi che racconta di genitori, della bellezza e della difficoltà di avere molti figli. Tra equivoci, incomprensioni e inciampi

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Tommaso, rimasto vedovo con quattro figlie, capisce che nella vita riservata condotta fino a quel momento qualcosa deve cambiare. Da qui prende il via Un bel giorno, il nuovo film di Fabio De Luigi in sala dal 5 marzo. Quando le figlie, ormai cresciute, lo esortano a pensare un po’ a se stesso, conosce Lara, dirigente della banca in cui lui lavora. Tra i due sembra poter nascere una storia. Tommaso non rivela niente a Lara della sua situazione familiare, ma anche lei nasconde un segreto quasi identico: madre di tre figli adolescenti con le stesse insicurezze. La reciproca paura finirà per unirli.

Una volta rotto il ghiaccio, Tommaso rivela i caratteri distintivi delle figlie: Vittoria perfezionista; Sara legata a nostalgie sessantottine; Matilde e Elena due “sportive” ma in due sport alquanto insoliti: nuoto sincronizzato per Matilde, tiro con l’arco per Elena. Naturalmente il chiarimento delle rispettive situazioni si prende un congruo tempo nell’economia del racconto. Sono raccontati equivoci, incomprensioni, inciampi ossia tutto quel repertorio che, mentre fa procedere stupore e difficoltà comunicative, crea anche le premesse per la nascita e lo sviluppo del sentimento amoroso.

Fabio De Luigi e Virginia Raffaele hanno lavorato insieme già in Tre di troppo (2023), ossia uno dei quattro film che l’attore ha realizzato come regista: Tiramisu, il primo (2016); quindi Tre di troppo (2023); 50 km all’ora (2024). De Luigi lavora in tanti spettacoli televisivi che lo rendono popolare a livello nazionale. Nel 1996 gira il suo primo film su grande schermo (Nitrato d’argento di Marco Ferreri) seguito da una cinquantina di altri titoli, nell’ambito della commedia brillante, sempre seguendo le vicissitudini del suo protagonista, uomo tendenzialmente confuso, indeciso e incerto sul modo di agire.

La chimica tra i due attori è meno scorrevole del film precedente. C’è qualche momento di pausa ma l’umorismo colpisce nel segno anche per l’oggettivo interesse e attualità degli argomenti. Si parla di genitori, della bellezza e della difficoltà di avere molti figli.

17 marzo 2026

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