Martedì 17 Marzo 2026 16:03
Testaccio, il degrado del “nuovo mercato” diventato lavagna per writers
Un giro per il quartiere, partendo dalla facoltà di architettura di Roma Tre e passando per l'ex Mattatoio, dove protagonisti sono graffiti vandalici senza alcun rispetto per l'architettura e il decoro
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Come si dice in questi casi…siamo tornato sul luogo del delitto. Correva l’anno 2016: oggi come allora il degrado resta protagonista sebbene si parli di Testaccio, uno dei quartieri più belli di Roma, capace di unire l’anima storica e una moderna dinamicità. Quel febbraio di 10 anni fa dimostrammo che il rione, pur mantenendo il suo fascino storico e culturale e vivendo una fase di riqualificazione (in particolare l’area dell’ex Mattatoio)”, affronta diverse problematiche legate al degrado che ne compromettono l’immagine e la vivibilità. Dallo stato di fatiscenza di molti dei suoi storici palazzi popolari con case che non ricevono lavori strutturali da decenni, creando una sensazione di abbandono alla proliferazione incontrollata di antenne sui tetti – che creano un impatto visivo negativo sullo skyline – alla diffusa presenza di scritte che deturpano le facciate degli edifici storici, rovinando l’armonia cromatica e il decoro urbano.

Tralasciando altri elementi di disagio (sosta selvaggia) concentriamoci sui graffiti che deturpano il patrimonio trasformando luoghi di pregio in aree degradate. Partiamo dalla porta d’ingresso del quartiere, il biglietto da visita di Testaccio per chi proviene da Porta Portese. Attraversando il ponte Testaccio notiamo subito numerose tags sulle balaustre (da poco restaurate). Impressione confermata una volta scesi dall’autobus davanti al Caffè Tevere. Siamo a Largo Giovanni Battista Marzi. Uno degli scorci più brutti di Roma (ma potenzialmente stupendo): la presenza di graffiti vandalici sull’intera facciata del bar non solo degrada l’immagine del locale, ma indica un’atmosfera di disinteresse per la cura dello spazio. Se non fosse che…CI TROVIAMO DAVANTI ALLA SEDE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA DELL’UNIVERSITA’ ROMA TRE.


Parafrasando quello che scrissi allora. “Da non credersi: il luogo deputato alla formazione dei nuovi maestri del bello e dell’armonia delle forme, delle proporzioni e della simmetria, dell’ordine spaziale e della qualità urbana, precipitato nel più agghiacciante squallore. Saremo ingenui, superficiali e sempliciotti, ma che le nuove generazioni di architetti e urbanisti romani studino dentro a un involucro di tale disarmonia estetica, in un complesso d’interesse storico-architettonico tutelato dai beni culturali eppure sfregiato da scritte di ogni tipo non ribellandosi a questo stato di cose, ci pare francamente inaudito, allucinante, folle. Ogni giorno lo spazio riservato alla fermata dell’autobus è occupato dalle auto e motorini di chi lavora e studia in zona. Immancabili gli orrendi graffiti vandalici e i cartelloni addosso alle mura perimetrali.”





Torniamo all’oggi.
Si sono tenuti nei mesi scorsi due importanti convegni: Biennale Spazio Pubblico e “Dai vuoti al valore. Strumenti, politiche e pratiche per la rigenerazione delle città”, entrambi dedicati alla qualità urbana, all’interno della sede di largo Marzi. Invito studenti docenti ricercatori, nonché l’assessore all’urbanistica, Maurizio Veloccia, a mettersi nei panni di un docente, studente o ricercatore straniero che mettesse piede per la prima volta nei locali di Roma Tre: l’obiettivo di Architettura Roma Tre è “formare giovani preposti alla conservazione, salvaguardia e sviluppo del patrimonio costruito”

Osservando dall’esterno le sedi dell’Università degli Studi Roma Tre, in particolare della facoltà di architettura, sembrerebbe tutto il contrario…

Da Largo Marzi proseguiamo fino all’incrocio con via Manuzio e giriamo a destra: eccoci qui davanti ai padiglioni universitari lungo Via Aldo Manuzio: ospitano aule, laboratori e studi della Facoltà di Architettura. Il padiglione 9D ospita il nuovo Centro pubblico della Fotografia di Roma. Il padiglione 15B è stato completamente rifunzionalizzato ed inaugurato a gennaio alla presenza del sindaco Gualtieri, Massimiliano Fiorucci, Magnifico Rettore dell’Università Roma Tre e, tra gli altri, Giovanni Formica, Direttore del Dipartimento di Architettura.

“L’inaugurazione del Padiglione 15B rappresenta un passaggio importante nella storia di Roma Tre – dichiara il Rettore, Massimiliano Fiorucci – È un intervento che unisce rigenerazione urbana, innovazione didattica e valorizzazione del patrimonio esistente” (riprendiamo dal sito del comune).

EBBENE , VOLETE SAPERE IN CHE CONDIZIONI E’ L’ESTERNO DELLE AULE? ECCOVI ACCONTENTATI: UNA SEQUELA INFINITA DI GRAFFITI che deturpano le pareti caratterizzate da tonalità ocra, alterando in modo invasivo il colore originale e snaturando il pregio degli edifici dell’ex Mattatoio.





Riprendiamo il nostro giro di Testaccio dal rinnovato mercato al coperto tra via Galvani, via Franklin, via Ghiberti e via Manuzio. “Un’opera modernissima completata in 4 anni e che è costata 18 milioni di euro, di cui nessuno sborsato dall’amministrazione in quanto interamente a carico del concessionario privato che in cambio avrà la gestione del complesso commerciale. (cit. RomaToday)”. L’assessore Veloccia, parlando di mercati, ha ricordato che “sono un patrimonio economico e sociale importantissimo perché aiutano e sostengono il territorio. La filiera corta è fondamentale, infatti, per il sostentamento delle piccole imprese locali e per la promozione della biodiversità agroalimentare locale. Inoltre sono luoghi dove rinasce la socialità e spesso, con la loro effervescenza e l’umanità che li popola, riempiono di vita un quartiere. Per questo crediamo che sia fondamentale sostenere queste attività commerciali“


Riportiamo la descrizione delle principali caratteristiche del mercato Testaccio (cit. ArchiDiAP) -Progettato dall’architetto Marco Rietti è stato inaugurato il 2 luglio 2012
-Il progetto aperto su tutti e quattro i lati si struttura su una maglia quadrata composta da un modulo iniziale di 10×8 metri che dialoga con la distribuzione del Rione e dei lotti adiacenti al mercato (…) L’analisi del contesto urbano consolidato ha portato allo studio dell’ex mattatoio e dell’ architettura dei lotti circostanti, ed anche per questi motivi vengono usati materiali diffusamente usati nel rione come le putrelle e profili in ferro, e il rivestimento in cotto. (…) Gli interni sono caratterizzati due sfumature del COLORE BIANCO per accentuare la luce naturale che filtra dalla copertura.
LA CROMIA DEL MERCATO E’ BASATA SU DUE TONI DI BIANCO (caldo per i pannelli e freddo per gli elementi strutturali) e la terracotta dei cubetti. Il bianco dominante oltre per esaltare la luminosità degli ambienti..
(
https://archidiap.com/opera/nuovo-mercato-testaccio/
)Un ambiente curato e ordinato, secondo la pagina fb. All’interno, sicuramente. All’esterno….fate un pò voi. Pubblichiamo un collage che mostra le facciate dei “mercati più belli e instagrammabili” d’Europa: Borough Market (Londra), Markthal (Rotterdam), Bazar de la Boqueria (Barcellona), Mercado de San Miguel (Madrid) e il Marché de San Quentin (Parigi)

PARAGONATE A QUELLE DEL MERCATO TESTACCIO, NOTATE QUALCOSA DI DIVERSO?

IMBRATTATE LE MURA PERIMETRALI – vera e propria opera di design – alterandone e snaturandone i caratteri architettonici, spaziali e cromatici (bianco e terracotta): graffiti che NULLA HANNO A CHE VEDERE CON LA STREET ART (come quella di Lucamaleonte presente sui pannelli lato via Franklin): sono almeno CINQUE ANNI che è ridotto così.




A chi spetta la manutenzione ordinaria?
Com’è possibile che il comune non abbia previsto un’attività di monitoraggio mediante interventi di pulizia periodica e di ripristino dello stato originario del luogo? Ah vabbé siamo a Roma non esiste manutenzione solo inaugurazione…e gli svalvolati come noi a scrivere e denunciare…
Anche stavolta invieremo un esposto/segnalazione. ma senza un piano colore delle facciate, non è neanche ipotizzabile l’ipotesi di avviare un processo di valorizzazione spazi pubblici basato sulla qualità dei progetti architettonici..se un minuto dopo vengono sfregiati dai vandali che spacciano le tags per street art.
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