Mercoledì 18 Marzo 2026 10:03
Le scuole di Roma in visita ad Auschwitz-Birkenau


Oltre 130 gli studenti degli ultimi anni delle superiori che hanno partecipato al Viaggio della memoria organizzato dal Campidoglio. Il sindaco Gualtieri: «Luogo di morte, dolore e memoria»
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Sono tornati a casa ieri sera, 17 marzo, i 132 studenti romani che hanno partecipato al Viaggio della memoria organizzato dal Campidoglio. Con loro il sindaco Roberto Gualtieri, gli assessori Massimiliano Smeriglio (Cultura), Claudia Pratelli (Scuola, formazione e lavoro) e Barbara Funari (Politiche sociali e salute), oltre ai presidenti dei municipi III, VII e VIII, rispettivamente Emilio Marchionne, Francesco Laddaga e Amedeo Ciaccheri, e a Daniele Parrucci, consigliere delegato all’Edilizia scolastica, impianti sportivi e politiche della formazione della Città Metropolitana.
Tante le tappe toccate nel programma della due giorni, iniziata, come tradizione, con la visita alla sinagoga Tempel, al quartiere ebraico Kazimierz e al ghetto di Podgórze. «La nostra responsabilità è quella di ricordare e portare avanti la testimonianza di ciò che è stato: lo sterminio di milioni di persone. Ben tre milioni nella sola Polonia», ha detto lì Victor Fadlun, presidente della comunità ebraica di Roma. Nel secondo giorno poi la visita ai campi di sterminio di Birkenau e Auschwitz e al cosiddetto Judenranpe, la rampa degli ebrei, il punto di arrivo degli ebrei destinati allo sterminio nelle camere a gas di Birkenau. Qui infatti avveniva la selezione delle persone abili ai lavori forzati e di quelle destinate fin da subito allo sterminio.
«Il più grande campo di sterminio e di concentramento realizzato dai nazisti», lo ha definito il sindaco Gualtieri, ricordando che qui «sono stati uccisi oltre 1 milione di ebrei, minoranze, oppositori del nazifascismo. Un luogo di morte, di dolore e di memoria. Questo – ha continuato – è un luogo importantissimo della storia della Shoah che ci aiuta a riflettere sugli abissi a cui l’umanità può arrivare e sulla necessità di non smarrire mai la memoria, il ricordo, di onorare le vittime, ma di considerare anche la memoria, la Shoah, l’Olocausto, parte integrante della nostra cultura civica, democratica – ha aggiunto -. Perché è in opposizione a quei valori brutali di morte e distruzione che la nostra democrazia si è riedificata nella sconfitta del nazifascismo. È importantissimo quindi essere qui con la comunità ebraica di Roma, con gli studenti e con tanti altri rappresentanti».
Quello di quest’anno, ha sottolineato il primo cittadino, è stato il primo viaggio senza la presenza di testimoni diretti della Shoah ad accompagnare gli studenti. «Purtroppo gli anni passano e i testimoni sono sempre di meno e hanno anche meno forza fisica di venire qui – ha affermato -. Io mando un pensiero affettuoso a Sami Modiano che ha svolto questo importantissimo impegno di tramandare la memoria».
18 marzo 2026
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