Mercoledì 18 Marzo 2026 11:03
Referendum: Gualtieri, oggi a chiusura campagna per no, riforma errata in merito
Roberto Gualtieri critica la riforma costituzionale e invita i cittadini a partecipare alla manifestazione per il no.
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Oggi a Roma, in occasione della chiusura della campagna per il no, il sindaco della capitale, Roberto Gualtieri, ha annunciato che “ci saranno tantissimi sindaci che si sono impegnati. Abbiamo firmato un appello per il no. Sarà una bellissima manifestazione e anzi invito tutti i cittadini a partecipare numerosi oggi a piazza del Popolo, dove si vedrà che gli argomenti del no sono di merito e non politici come viene detto”. Queste le parole di Gualtieri durante il suo intervento nella trasmissione televisiva “Coffee Break” su La7.
Il sindaco ha continuato a esprimere le sue preoccupazioni riguardo alla riforma, affermando che “il problema della riforma, che penso porterà molti elettori di centrodestra a votare no, è nel metodo di come è stata fatta”. Gualtieri ha specificato: “Si dice che è una riforma per la separazione delle carriere: io sono contrario, ma la separazione delle funzioni è stata già fatta, quindi a oggi una percentuale irrisoria di magistrati cambia funzioni”.
Secondo il sindaco, “si poteva fare una separazione rigida con una legge ordinaria. Invece, questa riforma costituzionale a maggioranza, che già di per sé è una cosa gravissima, è stata fatta per introdurre una cosa che non esiste in nessun Paese al mondo: un sorteggio, demenziale, per scegliere la rappresentanza dei giudici”. Gualtieri ha poi aggiunto che “il doppio Csm porterà una cultura dell’inquisizione, all’americana”. Inoltre, ha avvertito che “si alterano e scardinano equilibri delicatissimi tra magistratura e potere politico”.
Gualtieri ha chiarito che “una parte dei vertici, quella scelta dai magistrati, sarà scelta per sorteggio casuale e l’altra, quella scelta dai politici, sarà scelta sempre per sorteggio ma in una lista preparata prima da loro. Quindi si tratta di un falso sorteggio”. Ha concluso sottolineando che “tutto questo altera quindi il principio dell’indipendenza dal potere politico”.
