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Mercoledì 18 Marzo 2026 08:03

“Risonanza”: il documentario che svela il lato nascosto del Concertone tra emozione, lavoro e memoria

Il documentario Risonanza, Dietro al Primo Maggio si apre con una scena tanto semplice quanto potente. Non c’è musica, non ci sono artisti, non c’è folla. Solo il suono metallico dei tubi del palco che vengono montati, uno dopo l’altro. Piazza San Giovanni in Laterano è vuota, sospesa in un silenzio quasi irreale. Sullo sfondo [...]

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Non c’è musica, non ci sono artisti, non c’è folla. Solo il suono metallico dei tubi del palco che vengono montati, uno dopo l’altro.

Piazza San Giovanni in Laterano è vuota, sospesa in un silenzio quasi irreale. Sullo sfondo domina la maestosità della Basilica di San Giovanni in Laterano, mentre prende forma la struttura che di lì a poco ospiterà uno dei concerti gratuiti più grandi d’Europa: il Concertone del Primo Maggio.

È da questa attesa che parte il racconto del regista Alfonso Bergamo: un viaggio dentro ciò che il pubblico non vede.

Il Concerto del Primo Maggio, promosso da CGIL, CISL e UIL, non è solo musica.

documentario concertone primo maggio
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È il momento in cui i temi del lavoro e dei diritti diventano accessibili a tutti, soprattutto ai più giovani, attraverso un linguaggio diretto ed emotivo. Ed è proprio questo equilibrio tra spettacolo e impegno civile il cuore del documentario.

Dal 1989 a oggi, il Concertone è diventato un simbolo della cultura italiana. Un palco che ha visto nascere artisti, crescere generazioni e cambiare linguaggi musicali, senza mai perdere la sua identità.

Tra due anni celebrerà i 40 anni: un traguardo che non è solo anniversario, ma memoria collettiva.

Il film non è un semplice backstage. È un racconto umano.

Per settimane la macchina da presa segue da vicino il lavoro del team guidato da Massimo Bonelli e della società iCompany: riunioni, scelte artistiche, problemi tecnici, decisioni continue.

documentario concertone primo maggio
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Bergamo definisce tutto questo una “orchestra invisibile”: un sistema complesso che rende possibile lo spettacolo.

Il volto di Bonelli diventa il centro emotivo del racconto. Cambia giorno dopo giorno, segnato da tensione, responsabilità e pressione.

Perché ciò che il pubblico vive come festa, nasce da un equilibrio fragile e costante.

C’è un dettaglio che rende il documentario ancora più autentico.

Durante una presentazione, Bergamo scopre che Bonelli lo conosceva da bambino perchè amico del fratello: entrambi legati a Eboli, con un passato in comune. Un episodio semplice, ma decisivo.

Da lì nasce l’idea di raccontare non solo l’evento, ma l’uomo dietro l’evento.

Tra i passaggi più intensi, quello legato alla notizia improvvisa della morte del Pontefice.

documentario concertone primo maggio
Il clima cambia. Tutto si ferma. L’incertezza è totale: non si sa se il lutto nazionale influenzerà il Concertone.

È qui che emerge la lucidità di Bonelli: sotto pressione, ma capace di prendere decisioni cruciali in un momento di massima tensione.

Al centro resta sempre lo stesso tema: il lavoro. E soprattutto la sicurezza sul lavoro, una delle emergenze più attuali. La musica diventa così uno strumento potente di sensibilizzazione. Non solo intrattenimento, ma coscienza collettiva.

La piazza non è spettatrice. È protagonista. In Piazza San Giovanni in Laterano nasce quella “risonanza” emotiva tra palco e pubblico che dà il titolo al film.

Un’energia che negli anni ha saputo trasformarsi, adattarsi, evolversi, restando sempre fedele alla sua missione.

Il documentario si chiude con una scelta forte: nei titoli di coda scorrono i nomi delle vittime sul lavoro.

Un momento intenso, che riporta tutto al significato più profondo del Primo Maggio.

Perché dietro la musica, le luci e lo spettacolo, resta una verità semplice e necessaria:
il lavoro deve essere dignità, sicurezza, vita.

 

Il documentario è stato presentato in anteprima al The Space Cinema Moderno.

A moderare l’incontro è stata Francesca Piggianelli, che ha introdotto le figure chiave che hanno reso possibile l’opera.

Sul palco:

  • le rappresentanze sindacali CGIL, CISL e UIL

  • il direttore artistico Massimo Bonelli

  • il regista Alfonso Bergamo

  • il capo autori Cristiano D’Alisera

Un momento di confronto che ha restituito tutta la complessità e il valore umano del progetto.

“Risonanza” non racconta solo un concerto.
Racconta ciò che lo rende possibile. E soprattutto, perché esiste.

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