Mercoledì 18 Marzo 2026 12:03
Guerra in Medio Oriente: ucciso il ministro dell’Intelligence iraniano


Ismail Khatib è stato eliminato dall'esercito israeliano. Continuano anche i raid dell'Idf sul Libano: colpita in particolare Beirut, in pieno centro. Teheran: «Colpiti 100 obbiettivi a Tel Aviv». E la Turchia annuncia nuovi missili Patriot nel sud del Paese
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Non si ferma l’assalto di Israele ai vertici del regime iraniano. La conferma è arrivata questa mattina, 18 marzo, dal ministro della Difesa di Tel Aviv Israel Katz: l’Idf ha compiuto un’azione a Beirut in cui è stato eliminato Ismail Khatib, ministro dell’Intelligence della Repubblica islamica e comandante della milizia “Imam Hussein”, sia nel governo di Raisi sia in quello di Pezeshkian. «Nel corso della giornata sono previste importanti sorprese su tutti i fronti, che intensificheranno la guerra che stiamo conducendo contro l’Iran e Hezbollah – ha aggiunto Katz in una dichiarazione dal quartiere generale della Difesa a Tel Aviv -. L’intensità degli attacchi in Iran sta aumentando: siamo nel mezzo della fase decisiva. La politica di Israele è chiara e inequivocabile: nessuno in Iran gode di immunità e tutti sono nel mirino».
Intanto Teheran celebra oggi i funerali del segretario del Consiglio supremo di sicurezza Ali Larijani e di Gholamreza Soleimani, capo delle forze paramilitari Basij, riferisce la Bbc citando l’agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche. E il ministro degli Esteri Abbas Araghchi avverte che «l’ondata di ripercussioni globali è appena iniziata e colpirà tutti, indipendentemente dalla ricchezza, dalla religione o dalla razza», si legge in un messaggio diffuso ieri sera, a cui è allegata una copia della lettera di dimissioni dell’alto funzionario antiterrorismo Usa Joe Kent, che ha protestato contro la guerra. «Sempre più voci, tra cui funzionari europei e americani, definiscono ingiusta la guerra contro l’Iran. Anche altri membri della comunità internazionale dovrebbero fare lo stesso», è il commento di Araghchi.
Proprio «in rappresaglia per l’uccisione di Ali Larijani» i Guardiani della rivoluzione iraniani hanno colpito più di 100 obiettivi a Tel Aviv, riferisce il Teheran Times. Bombe a grappolo hanno colpito un edificio residenziale a Ramat Gan, uccidendo una coppia di 70enni, che porta a 14 il bilancio delle vittime israeliane della guerra contro la Repubblica islamica. Nel frattempo, con l’obiettivo di colpire Hezbollah, continuano anche i raid israeliani sul Libano. Colpita in particolare Beirut, in pieno centro. Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che i due attacchi avvenuti nelle prime ore di oggi hanno ucciso 12 persone e ne hanno ferite altre 41, precisando che il bilancio è preliminare. Si aspetta infatti l’identificazione dei resti umani recuperati.
È di questa mattina l’annuncio della Turchia che nuovi missili Patriot verranno schierati nella base militare di Incirlik, nel sud est del Paese, in provincia di Adana, dopo che la scorsa settimana il sistema difensivo della Nato aveva intercettato un terzo missile dall’Iran diretto verso lo spazio aereo turco. «Oltre alle misure nazionali adottate per garantire la sicurezza del nostro spazio aereo e dei nostri cittadini, un ulteriore sistema Patriot, assegnato dal Comando Aereo Alleato di Ramstein/Germania, è in corso di dispiegamento ad Adana, in aggiunta al sistema Patriot spagnolo già presente nella base», ha dichiarato un funzionario del ministero della Difesa ai giornalisti presso la base aerea turca.
18 marzo 2026
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