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Mercoledì 18 Marzo 2026 16:03

Operazione “Prison Break”: droga e cellulari in carcere, 19 misure cautelari tra Pescara e altri istituti

Blitz all’alba nel carcere di Pescara Maxi operazione dei Carabinieri nelle prime ore del mattino: nel mirino il sistema illecito attivo all’interno della Casa Circondariale di Pescara. I militari del N.O.R.M. della Compagnia di Pescara hanno eseguito 19 ordinanze di custodia cautelare, nell’ambito di un’indagine complessa sul traffico di stupefacenti e sull’uso di dispositivi di [...]

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Maxi operazione dei Carabinieri nelle prime ore del mattino: nel mirino il sistema illecito attivo all’interno della Casa Circondariale di Pescara.

I militari del N.O.R.M. della Compagnia di Pescara hanno eseguito 19 ordinanze di custodia cautelare, nell’ambito di un’indagine complessa sul traffico di stupefacenti e sull’uso di dispositivi di comunicazione illegali in carcere.

Le misure cautelari riguardano:

  • 13 soggetti già detenuti, reclusi tra Pescara e altri istituti penitenziari

  • 3 persone condotte in carcere

  • 2 agli arresti domiciliari

  • 1 destinatario di divieto di dimora nel Comune di Pescara

L’operazione si estende anche ad altri istituti, tra cui quelli di Rieti, Frosinone, Civitavecchia e Siena.

L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Gennaro Varone della Procura di Pescara, nasce nel febbraio 2025 dopo il sequestro di droga e dispositivi elettronici all’interno del carcere.

Da lì, un’attività investigativa articolata:

  • installazione di microcamere e sistemi audio ambientali

  • controlli nell’area perimetrale

  • collaborazione con la Polizia Penitenziaria

Un dispositivo che ha permesso di documentare una vera e propria rete organizzata.

Secondo quanto emerso, i detenuti gestivano dall’interno:

  • traffico di hashish e cocaina

  • comunicazioni con l’esterno tramite cellulari introdotti illegalmente

  • gestione dei proventi e delle spartizioni

Un sistema strutturato, capace di operare anche fuori dal carcere.

Le indagini hanno documentato diversi metodi utilizzati per introdurre droga e telefoni:

  • lanci di palline da tennis contenenti stupefacenti durante le ore d’aria

  • occultamento in provviste alimentari e oggetti personali

  • tentativi di introduzione tramite occultamenti endorettali

Alcuni complici esterni sono stati individuati e arrestati proprio durante queste operazioni.

Nel corso delle indagini, alcuni indagati sono stati trasferiti in altri istituti penitenziari, tra cui:

  • Viterbo

  • Civitavecchia

  • Frosinone

  • Rieti

Una misura necessaria per interrompere le attività criminali documentate.

Le misure cautelari sono state emesse dal Gip del Tribunale di Pescara, Sacco, su richiesta della Procura, dopo gli interrogatori di garanzia.

Come previsto dalla legge, la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nel corso del processo.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari.

L’operazione “Prison Break” porta alla luce un quadro allarmante:

un sistema capace di trasformare il carcere in un centro operativo per traffici illeciti, con collegamenti costanti tra interno ed esterno.

Un’indagine che riaccende i riflettori su sicurezza, controlli e gestione degli istituti penitenziari in Italia.

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