Mercoledì 18 Marzo 2026 15:03
Marco Rizzo presenta la sua autobiografia a Roma: “La politica oggi non è più popolare. Le periferie vengono percepite come set televisivi.”
“Ci sono gli anni 70, il terrorismo, il calcio delle curve – ero un ultras...
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“Ci sono gli anni 70, il terrorismo, il calcio delle curve – ero un ultras – la Prima Repubblica. E ci sono aneddoti interessanti e mai svelati sulla caduta del governo Prodi, con Bertinotti che in realtà fingeva soltanto di litigare con Prodi. E racconto l’oggi in cui le periferie non sono più il cuore di una dimensione sociale e popolare ma un set televisivo per apparecchiare, dai salotti, le posizioni di opinionisti progressisti distanti dal popolo. Lo stesso PD che afferma che non si deve tornare al gas russo è il segno di una mutazione genetica della sinistra. Oggi parla alle elites europee, non ha alcuna connessione sentimentale con i ceti popolari, lo vadano a dire a quelli che pagano bollette salate per le, politiche suicide europee che ci hanno fatto rinunciare al gas a basso costo“.
Lo ha affermato Marco Rizzo, coordinatore nazionale di Democrazia Sovrana e Popolare nell’introdurre l’evento che presenterà per la prima volta in un teatro romano il suo “Una biografia di periferia”.
L’iniziativa è prevista per il 19 marzo a Roma al Teatro Petrolini, ore 16. L’incontro, introdotto dai dirigenti romani di DSP Marcello De Vito (Coordinatore Roma) e Rocco Ilaria (Resp. Comunicazione Roma), promette un linguaggio diretto e una narrazione senza filtri in grado di attraversare le vicende politiche di ieri e gli obiettivi di oggi. Tra questi ultimi, Rizzo cita la volontà di “unire i due grandi blocchi sociali che per decenni si sono combattuti: ceto medio produttivo e classi lavoratrici“. Quindi piccoli e medi imprenditori, commercianti, artigiani, partite iva da un lato e impiegati e operai dall’altro devono stare tutti dalla stessa parte. Il nemico è la grande finanza e il grande capitale, il nemico è questa Unione europea”. In un mondo multipolare come il nostro – afferma- l’Italia dovrebbe sfilarsi da questa Europa e dalla Nato e rimanere autonoma, pacifica e neutrale. Dovremmo tenere rapporti privilegiati sia con gli Usa che con la Russia, per comprare l’energia a basso costo, ma avere relazioni anche con Cina, India, Brasile, Argentina e ovviamente i Paesi europei. Ma da posizione autonoma”.
