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Mercoledì 18 Marzo 2026 16:03

Si è concluso il Pitigliani Kolno’a Festival, ebraismo ed Israele nel cinema. Premio a “Letter to David” di Tom Shoval

PKF17 Pitigliani Kolno’a Festival – Ebraismo e Israele nel Cinema Roma –  Centro Ebraico Italiano...

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PKF17

Pitigliani Kolno’a Festival –

Ebraismo e Israele nel Cinema

Roma –  Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani – 14/ 17 marzo 2026

Conclusa con grande successo di pubblico la 17a edizione con la proiezione di 4 film e il Premio a distanza al

                             documentario Letter to David di Tom Shoval                         

 

Si è tenuto a Roma, al Centro Ebraico Italiano Il Pitiglianidal 14 al 17 marzo 2026 con ingresso gratuito, il Pitigliani Kolno’a Festival – Ebraismo e Israele nel Cinema, giunto alla diciassettesima edizione, dedicato alla cinematografia di argomento ebraico e israeliana . Prodotto dal Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani e diretto da Ariela Piattelli Lirit Mash, il PKF17 ha proposto come sempre, un variegato assaggio dell’ultima produzione israeliana, con un grande successo di pubblico.

Con la proiezione di quattro film, di cui tre in anteprima italiana, il PKF17 ha offerto uno sguardo su aspetti diversi della società israeliana. Quattro film che permettono allo spettatore di conoscere i temi che il cinema israeliano oggi affronta, i diversi linguaggi scelti dai registi che continuano a raccontare un Paese e la sua cultura.

Il festival è stato inaugurato dalla proiezione di Soda di Erez Tadmor (Matchmaking; Children of Nobody) con Lior Raz (Fauda) e Rotem Sela (Beauty and the Baker), protagonisti di un avvincente dramma con al centro Eva, bellissima sarta, che arriva con la figlia nel 1954 in un quartiere popolare israeliano abitato da ex deportati e sopravvissuti alla Shoah. Shalom Gottlieb, ex leader partigiano e attuale caposquadra in una fabbrica, se ne innamora. Ma le voci sul passato di Eva come Kapo durante l’Olocausto scuotono la comunità. Restare con lei ora significa non solo tradire la propria famiglia, ma anche tutto il quartiere.

Il Premio PKF17 è andato al documentario Letter to David, diretto da Tom Shoval, secondo film del programma di domenica 15 marzo, presentato in anteprima italiana. La motivazione del premio recita: “perchè interseca tempi diversi, ricordandoci che esiste un prima e un dopo 7 Ottobre, raccontandoci quel che c’era, quel che resta e quello che non c’è più; gli abitanti del Kibbutz Nir Oz che sono stati uccisi e chi è tornato. Un documentario di grande valore per il suo slancio poetico e autoriale”.

Il premio è stato consegnato a distanza dalla condirettrice artistica Lirit Mash al regista, entrambi impossibilitati a viaggiare in Italia per i bombardamenti in corso in Israele da parte dell’Iran. Il film è una “lettera cinematografica” personale indirizzata dal regista a David Cunio, rapito da Nir Oz, portato a Gaza il 7 ottobre e rilasciato dopo 738 giorni di prigionia. Dieci anni fa, David e il fratello gemello Eitan hanno recitato nel pluripremiato film d’esordio di Shoval, Youth (presentato alla Berlinale 2013), incentrato sul forte legame tra i due fratelli e in un tragico e inimmaginabile scherzo del destino, incentrato su un rapimento. Attraverso filmati inediti, dietro le quinte e nastri delle audizioni di Youth, Shoval ha costruito un documentario multistrato che esplora le connessioni inspiegabili tra vita e cinema, memoria e realtà e le conseguenze catastrofiche della guerra.

La seconda serata, di lunedì 16 marzo, è stata dedicata al film Giado – Holocaust in the desert documentario, in anteprima italiana, diretto a quattro mani da Golan Rise e Sharon Ada Yaish, basato sulla testimonianza di Yosef Dadosh, che, all’età di vent’anni, fu tra i 3mila ebrei deportati dalle loro case a Bengasi al campo di concentramento di Giado, situato nel cuore del deserto libico dove morirono oltre 500 ebrei bengasini per mano italo-tedesca. Per settant’anni, il suo diario rimase chiuso in un armadio, nascosto al mondo, fino alla sua morte. Il diario di Yosef offre una visione straordinaria e rara della straziante routine di Giado. Nel tentativo di portare questa storia avvincente sullo schermo, è stato costruito e fotografato un modello unico del campo. Attraverso l’uso di animazioni, questo modello funge da ponte visivo, collegando i testi inquietanti del diario con la cruda realtà del campo squarciando il velo attorno alla realtà delle persecuzioni antiebraiche in Libia e sui tardivi riconoscimenti.

Il festival si è chiuso martedì 17 marzo con la proiezione di Real Estate diretto da Anat Malz, in anteprima italiana, la storia di Tamara e Adam, coppia selvaggia e instabile – interpretati da Victoria Rosovsky Leib Lev Levin (Delegation; All Eyes Off Me; The Lesson) – in procinto di diventare genitori. Poco prima di essere sfrattati dalla loro casa a Tel Aviv, Tamara decide di cercare una nuova casa nella città natale di Adam, Haifa. Durante un’indimenticabile giornata, a tratti esilarante,  il viaggio alla ricerca di un appartamento si trasforma in un viaggio nel cuore della loro appassionata, ma complicata relazione.

Il PKF17 è stato prodotto dal Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani.

Per maggiori informazioni:
www.pitiglianikolnoafestival.it

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