Giovedì 19 Marzo 2026 12:03
Il Papa: a ottobre un incontro mondiale sulla famiglia


L'annuncio in un messaggio nel decimo anniversario dell’esortazione apostolica postsinodale “Amoris Laetitia”, di Francesco. L'obiettivo: «Procedere a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi»
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«Prendendo atto dei cambiamenti che continuano a influenzare le famiglie, ho deciso di convocare nell’ottobre 2026 i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo, al fine di procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi, alla luce di Amoris laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali». Papa Leone lo annuncia concludendo il messaggio diffuso oggi, 19 marzo, in occasione del decimo anniversario dell’esortazione apostolica postsinodale “Amoris Laetitia”, di Francesco.
A renderlo necessario, le «rapide trasformazioni» che, «ancora più di dieci anni fa», rendono indispensabile «una particolare attenzione pastorale alle famiglie, alle quali il Signore affida il compito di partecipare alla missione della Chiesa di annunciare e testimoniare il Vangelo». Prevost ne è convito: «Vi sono luoghi e circostanze in cui la Chiesa non può diventare sale della terra se non per mezzo dei fedeli laici e, in particolar modo, delle famiglie. Perciò l’impegno della Chiesa in questo ambito va rinnovato e approfondito, affinché coloro che il Signore chiama al matrimonio e alla famiglia possano vivere il loro amore coniugale in Cristo e i giovani si sentano attratti dall’intensità della vocazione matrimoniale nella Chiesa».
Guardando all’esortazione apostolica firmata dal suo predecessore, «frutto di tre anni di discernimento sinodale sostenuti dall’Anno Santo della Misericordia», il pontefice la definisce «un luminoso messaggio di speranza riguardo all’amore coniugale e famigliare. In questo decimo anniversario – aggiunge – vogliamo rendere grazie al Signore per l’impulso dato allo studio e alla conversione pastorale della Chiesa e chiedergli il coraggio di proseguire il cammino, accogliendo sempre nuovamente il Vangelo, nella gioia di poterlo annunciare a tutti».
Il punto di partenza resta quello dell’ascolto. «Non è possibile parlare della famiglia senza interpellare le famiglie, ascoltando le loro gioie e le loro speranze, i loro dolori e le loro angosce». Sulla scia dell’impulso conciliare, scrive Leone, «le due esortazioni apostoliche Familiaris consortio – data da San Giovanni Paolo II nel 1981 – e Amoris laetitia hanno entrambe stimolato l’impegno dottrinale e pastorale della Chiesa al servizio dei giovani, dei coniugi e delle famiglie. Prendendo atto dei cambiamenti antropologico-culturali, accentuatisi nell’arco di trentacinque anni, Papa Francesco ha voluto impegnare ulteriormente la Chiesa nel cammino del discernimento sinodale», aggiunge. E ricorda il suo discorso al Sinodo dei vescovi sulla famiglia, nel 2015, quando invitava a un «ascolto reciproco» all’interno del popolo di Dio.
L’indicazione di rotta offerta da Leone è quella di «continuare ad approfondire oggi» l’insegnamento offerto da Amoris laetitia raccogliendo i frutti del discernimento sinodale. Indicati anche, nel documento di Francesco, alcuni temi da approfondire, a cominciare dalla «speranza biblica della presenza amorevole e misericordiosa di Dio, che permette di vivere storie di amore anche quando si attraversano crisi familiari». Ancora, il Papa chiede di riflettere sull’«invito ad adottare lo sguardo di Gesù e a stimolare senza stancarci la crescita, il consolidamento e l’approfondimento dell’amore coniugale e familiare»; sull’«appello a scoprire che l’amore nel matrimonio “dà sempre vita” e che esso è “reale” proprio nel suo modo “limitato e terreno”, come ci insegna il mistero dell’Incarnazione». Francesco afferma «la necessità di sviluppare nuove vie pastorali», commenta il pontefice, e di «rafforzare l’educazione dei figli», mentre invita la Chiesa ad «accompagnare, discernere e integrare la fragilità», superando una concezione riduttiva della norma, e a promuovere «la spiritualità che scaturisce dalla vita familiare».
Nell’analisi di Prevost, «per servire la missione di annunciare il Vangelo della famiglia alle giovani generazioni, dobbiamo imparare a evocare la bellezza della vocazione al matrimonio proprio nel riconoscimento della fragilità, in modo da risvegliare la fiducia nella grazia e il desiderio cristiano di santità». Di qui l’esortazione a «sostenere le famiglie, in particolare quelle che soffrono tante forme di povertà e di violenza presenti nella società contemporanea». Riprendendo quindi le parole rivolte ai giovani riuniti a Tor Vergata per il Giubileo della Speranza, aggiunge: «Non siamo fatti per una vita dove tutto è scontato e fermo, ma per un’esistenza che si rigenera costantemente nel dono, nell’amore».
Gratitudine, da ultimo, nelle parole del pontefice «per le famiglie che, nonostante difficoltà e sfide, vivono la spiritualità dell’amore familiare fatta di migliaia di gesti reali e concreti» e per «i pastori, gli operatori pastorali, le associazioni di fedeli e i movimenti ecclesiali impegnati nella pastorale familiare».
19 marzo 2026
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