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Giovedì 19 Marzo 2026 21:03

Le pillole di Polly: recensione di “Il canto degli innocenti” di Piergiorgio Pulixi

Vito Strega si trova sull’orlo del baratro. E per molti motivi. Se c’è una cosa...

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Vito Strega si trova sull’orlo del baratro.

E per molti motivi.

Se c’è una cosa che ama al mondo, è essere un commissario di polizia; per lui, non è un semplice mestiere, ma un’identità che gli è entrata nel sangue, e in ogni suo respiro.

Ora, però, rischia grosso. Ha sparato e ucciso Jacopo Di Giulio, il collega con cui lavorava in coppia, e anche se sembra si sia trattato di una disgrazia è stato sospeso dal servizio. Sarà la psicologa che si occupa del suo caso a decidere se è idoneo a essere reintegrato in polizia. Tanti auguri.

Poi, naturalmente, c’è lei. Cinzia, la donna che è stata sua moglie per dieci, lunghi anni. È finita male, lei lo ha piantato per un bellimbusto con un lavoro meno rischioso del suo, ma Vito la ama ancora, e disperatamente.

Ma quello che logora veramente Strega dall’interno, succhiandogli ogni goccia del suo sangue fino a lasciarlo completamente privo di forze, è il Male. Vito sa che esiste e dà tutto sé stesso per cercare di combatterlo. Però, il Canto degli Innocenti che non può salvare gli risuona nel cervello.

Ora, poi, la sua città è funestata da una serie di omicidi commessi da ragazzini tra i dodici e i quindici anni, e Strega si sente ancora più sconfitto.

Indagherà, ma non perdendo mai di vista il fondo del baratro.

Perché buttarsi lì dentro, per lui, sta diventando una tentazione quasi irresistibile.

“Il canto degli innocenti” inaugura “I canti del male”, un ciclo di polizieschi in cui, in ciascun episodio, l’autore Piergiorgio Pulixi esamina un aspetto particolare del Male, fino a ricostruirne un mosaico completo. Il protagonista della serie è Vito Strega, uno dei personaggi più amati dello scrittore sardo, e a ragione.

È impossibile non affezionarsi a questo gigante buono, onesto e integro fino al midollo, ma sempre in guerra con se stesso perché è convinto di fare troppo poco per arginare il Male che dilaga sulla Terra.

È anche grazie a questo straordinario protagonista che staccarsi dalla lettura di questa sua prima avventura è difficilissimo; il lettore vuole, deve sapere il prima possibile quale sarà il destino del commissario.

Pulixi, tuttavia, non è stato abilissimo solo a descrivere Strega, così come gli altri personaggi del romanzo, in tutte le loro sfaccettature psicologiche, rendendoli figure straordinariamente vivide. Ha anche messo in scena una trama sorprendentemente avvincente e ricca di suspense, ma al tempo stesso credibile, perché non popolata da supereroi, ma da persone comuni che soffrono e sbagliano come tutti. Lo stile di scrittura, poi, è davvero notevole, scorrevole e allo stesso tempo curato fin nei minimi dettagli.

Ai lettori, non resta che farsi una bella scorpacciata di tutti i canti del Male.

Federica Focà

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