Giovedì 19 Marzo 2026 20:03
???? Tenuta Montauto a Roma: un pranzo da Maremma autentica
Tenuta Montauto protagonista a Roma con un pranzo dedicato alla Maremma autentica: vini biologici, Sauvignon e Pinot Nero raccontano identità, territorio e visione produttiva della cantina toscana. Roma incontra la Maremma più autentica in un appuntamento che ha saputo unire territorio, identità e visione enologica. Il ristorante Allegrìo, nel cuore di via Veneto, ha ospitato…
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Tenuta Montauto protagonista a Roma con un pranzo dedicato alla Maremma autentica: vini biologici, Sauvignon e Pinot Nero raccontano identità, territorio e visione produttiva della cantina toscana.
Roma incontra la Maremma più autentica in un appuntamento che ha saputo unire territorio, identità e visione enologica. Il ristorante Allegrìo, nel cuore di via Veneto, ha ospitato un pranzo esclusivo dedicato a Tenuta Montauto, realtà vitivinicola familiare guidata da Riccardo Lepri, oggi tra le espressioni più coerenti e riconoscibili del panorama toscano.
L’evento si è configurato come un vero e proprio viaggio sensoriale nella Maremma meridionale, attraverso quattro etichette emblematiche capaci di raccontare un progetto produttivo fondato su precisione, eleganza e sostenibilità. Un racconto enologico che punta sulla purezza varietale e sulla valorizzazione del terroir, senza compromessi.
Situata a Campigliola, nel comune di Manciano, Tenuta Montauto si estende in un contesto naturale dove vigneti, boschi e macchia mediterranea convivono in perfetto equilibrio. I terreni, caratterizzati da una forte componente argillosa e arricchiti da quarzo e ferro, contribuiscono in modo determinante alla struttura e alla mineralità dei vini.

A circa 200 metri sul livello del mare e a soli 10 chilometri dalla costa, la tenuta beneficia di condizioni climatiche ideali: ventilazione costante ed escursioni termiche significative. È proprio questo equilibrio ambientale a definire lo stile produttivo della cantina, improntato su freschezza, complessità e bevibilità.
Il progetto si distingue anche per una filosofia agricola rigorosa: coltivazione biologica, utilizzo esclusivo di uve di proprietà e una forte attenzione alla biodiversità. La presenza di vegetazione spontanea e fauna tra i filari non è casuale, ma parte integrante di una visione sostenibile e moderna.
Durante il pranzo romano, sono stati protagonisti quattro vini rappresentativi della produzione Montauto, ognuno capace di esprimere una sfumatura diversa del territorio maremmano.
Enos I 2023, ottenuto da Sauvignon di vigne vecchie, ha mostrato una personalità complessa e stratificata. Il profilo aromatico si sviluppa tra frutta esotica e pietra focaia, con una freschezza vibrante e una marcata sapidità. Un bianco che coniuga struttura e verticalità, confermando la vocazione della tenuta per interpretazioni raffinate del Sauvignon.
Gessaia rappresenta una lettura più immediata e diretta del vitigno. Proveniente da vigneti più giovani, si distingue per note vegetali, agrumate e una forte impronta minerale. Un vino che esprime precisione e pulizia, perfetto esempio di equilibrio tra aromaticità e tensione gustativa.

Il Pinot Nero è una delle scelte più audaci della Tenuta Montauto. In un territorio non tradizionalmente associato a questo vitigno, la cantina riesce a proporne un’interpretazione convincente e distintiva. L’affinamento in barrique, parzialmente nuove, restituisce un vino elegante, con note di piccoli frutti rossi, leggere sfumature balsamiche e tannini ben integrati.
Una dimostrazione concreta di come anche in Maremma sia possibile produrre Pinot Nero di grande finezza e riconoscibilità.
A chiudere la degustazione, Silio 2023, Ciliegiolo DOC Maremma Toscana, ha raccontato il lato più autentico e mediterraneo della produzione Montauto. Macerazione sulle bucce e affinamento tra acciaio e legno danno vita a un vino ampio, fresco e sapido, con note di ciliegia, amarena, macchia mediterranea e spezie.
Un’etichetta che ha conquistato anche importanti riconoscimenti, confermandosi tra le più interessanti espressioni di Ciliegiolo in Italia.


L’incontro romano ha evidenziato con chiarezza la filosofia della cantina: indipendenza, sostenibilità e coerenza stilistica. La scelta di lavorare esclusivamente monovitigni permette di esaltare il legame tra varietà e territorio, offrendo vini leggibili, identitari e contemporanei.
Tenuta Montauto si afferma così come una delle realtà più dinamiche della Maremma, capace di coniugare tradizione e innovazione in un progetto produttivo solido e riconoscibile.
L’evento ha rappresentato non solo una degustazione, ma un racconto autentico di territorio e visione. In un panorama enologico sempre più competitivo, Montauto si distingue per una proposta chiara e coerente.
La chiave del successo risiede nella capacità di produrre vini eleganti, territoriali e sostenibili, in grado di dialogare con un pubblico moderno e attento alla qualità.
Con questo appuntamento, Roma si conferma crocevia privilegiato per il racconto del vino italiano, mentre Tenuta Montauto consolida la propria posizione tra le eccellenze emergenti della Maremma, pronta a conquistare nuovi mercati e appassionati.
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