Venerdì 20 Marzo 2026 12:03
Referendum giustizia: al voto il 22 e 23 marzo


I cittadini chiamati a esprimersi sulla modifica costituzionale approvata dal Parlamento. Per la validità della consultazione, non è previsto quorum: per il risultato, determinante la prevalenza dei Sì o dei No nel calcolo dei voti validi
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«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?». Questo il quesito del referendum costituzionale sulla giustizia ormai alle porte. I seggi saranno aperti domenica 22 dalle 7 alle 23 e lunedì 23 dalle 7 alle 15. Lo scrutinio prenderà il via subito dopo la chiusura.
Per la validità della consultazione non è previso quorum, pertanto per il risultato sarà determinante direttamente la prevalenza dei Sì o dei No nel calcolo dei voti validi. Si tratta del tipo di referendum previsto dall’articolo 138 della Costituzione, che disciplina il procedimento di revisione costituzionale, definendo le leggi costituzionali e di revisione e prevede un iter “aggravato” rispetto alle leggi ordinarie: doppia votazione da parte di ciascuna Camera a distanza di tre mesi, con maggioranza assoluta o dei due terzi, e possibilità di referendum costituzionale nel caso in cui la maggioranza non venga ottenuta. A richiederlo possono essere un quinto dei membri di una delle Camere, cinque consigli regionali o 500mila elettori. In questa specifica circostanza la richiesta è stata presentata sia da parlamentari (della maggioranza governativa e delle opposizioni) che da elettori.
Facilitata la partecipazione al voto degli elettori disabili: il Viminale ha chiarito che la Carta europea della disabilità potrà essere utilizzata come documento valido per accedere al voto assistito nei seggi elettorali. Niente da fare invece per i fuori sede per motivi di studio, lavoro o cura, che non potranno votare nel luogo di residenza, come invece era avvenuto nei referendum abrogativi dello scorso anno. Aumentate di conseguenza le richieste per diventare rappresentanti di lista e votare nei seggi in cui si è stati assegnati.
20 marzo 2026
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