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Venerdì 20 Marzo 2026 12:03

In Italia produzioni agricole a rischio: «Urgente sostegno Ue»



L'appello di Coldiretti nella mobilitazione in Abruzzo. Saliti fino al 30% i costi per le aziende agricole; rincarati soprattutto i fertilizzanti: +35% rispetto a prima della guerra in Iran

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Radunati al Pala Dean Martin di Montesilvano, in Abruzzo, circa 3mila agricoltori e pescatori dell’Adriatico. Una mobilitazione che arriva dopo altre tappe in tutta Italia che hanno visto la partecipazione di 40mila soci agricoltori. Alla presenza del presidente nazionale Ettore Prandini, del segretario generale Vincenzo Gesmundo e dei presidenti di Coldiretti Abruzzo, Marche e Molise, oltre che del ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, hanno lanciato l’allarme sull’esplosione dei costi di produzione scatenato dalla guerra in Iran. Un + fino al 30% che mette a rischio le produzioni agricole, con rincari a doppia cifra per fertilizzanti e listini delle materie plastiche, rendendo necessarie misure urgenti di sostegno Ue per tutelare le coltivazioni.

Complessivamente, tra energetici, fertilizzanti e antiparassitari, i costi per un’azienda agricola, spiegano dall’organizzazione in una nota, salgono fino al 30%, colpendo soprattutto le aziende più meccanizzate. In crescita soprattutto i fertilizzanti: l’urea ha registrato rincari di circa il 35% rispetto al periodo pre-conflitto in Iran, con maggiorazioni di oltre a 200 euro a tonnellata, secondo l’analisi Coldiretti sui dati delle Camere di Commercio. Tendenza al rialzo per tutti i prodotti, dal nitrato ammonico al solfato ammonico.

Si tratta, secondo l’organizzazione, di uno scenario che, come già con la guerra in Ucraina, evidenzia la vulnerabilità di un’Europa che ha scelto di delocalizzare la produzione di fertilizzanti per motivi puramente ideologici. Da qui la necessità di una svolta radicale, che punti sulla valorizzazione dei concimi naturali come il digestato, ma anche la cancellazione del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam) che tassa i fertilizzanti gravando pesantemente sui bilanci delle imprese agricole e, più in generale, mettendo a rischio la sovranità alimentare dell’Unione europea. Un tema al centro di un incontro con il vicepremier e ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani.

In crisi anche la pesca, dato che il caro gasolio taglia del 20% il pescato italiano, con il rincaro dei carburanti che sta costringendo le flotte marinare a tagliare o ottimizzare le uscite in mare. Il risultato è che le quantità di prodotto arrivato sui banchi sono drasticamente diminuite nelle prime settimane di marzo rispetto a febbraio: un calo medio del 20%. Lo dimostrano le analisi sulle vendite in alcune delle principali aste del pesce dei porti italiani, le quantità di prodotto arrivato sui banchi sono drasticamente diminuite nelle prime settimane di marzo rispetto a febbraio, con un calo medio del 20%. Le marinerie sono, infatti, costrette a ridurre le uscite in mare per contenere i costi, e può capitare che bastino delle previsioni meteo incerte per spingere a rimanere in porto, evitando di consumare gasolio prezioso. Secondo un’analisi Coldiretti Pesca su dati Stecf, nel corso di una singola giornata di pesca si consumano in media circa 500 litri di gasolio, dall’uscita al rientro sul molo. Importante quindi, evidenziano dall’organizzazione, la misura annunciata dal ministro Lollobrigida del credito d’imposta, che «riprende una richiesta di Coldiretti Pesca e rappresenta un sostegno importante per la ripresa delle uscite in mare».

20 marzo 2026

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