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Venerdì 20 Marzo 2026 18:03

Casal del Marmo: il Pastificio Futuro, «luogo che in mezzo all’inferno, inferno non è»



In occasione della Giornata della Carità, la Messa presieduta dal cappellano don Ceccolini nel piazzale davanti al laboratorio. «Significa rinascita, trasformare un bagaglio di esperienze negative in risorse per il futuro»

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“C’è gusto a nutrire la speranza”. È quanto scritto sui pacchi di maccheroni, mezze maniche, penne rigate, ditalini e paccheri prodotti nel “Pastificio Futuro”, stabilimento di pasta secca artigianale inaugurato nel 2023 all’interno del carcere minorile di Casal del Marmo. Il laboratorio si estende su 500 metri quadrati, può produrre fino a 220 chili di pasta all’ora, arrivando a fornirne due tonnellate al giorno, e impiega un massimo di 20 giovani detenuti dell’istituto penale.

Questo pomeriggio, venerdì 20 marzo, il cappellano don Nicolò Ceccolini ha presieduto la Messa e guidato la visita nel pastificio nell’ambito di uno degli eventi promossi dalla Caritas diocesana di Roma in occasione della quinta domenica di Quaresima, Giornata della Carità. La Messa è stata celebrata nel piazzale davanti al laboratorio. Alle spalle dell’altare un muro sul quale dal novembre scorso c’è un enorme murales lungo 80 metri e largo due metri e mezzo. Ritrae l’abbraccio tra padre Gaetano Greco, per oltre 40 anni cappellano del carcere minorile, morto il 3 maggio 2024, e Papa Francesco. Al di là del muro, l’istituto penale. Un muro che «divide da una realtà sofferente soprattutto negli ultimi giorni», ha detto don Nicolò.

Proprio in queste settimane, infatti, l’istituto penale minorile di Casal del Marmo è finito sotto i riflettori per l’apertura di un’inchiesta della Procura di Roma volta a fare luce su presunti pestaggi e aggressioni avvenute a danno di alcuni detenuti stranieri, tra i 15 e i 19 anni, da parte di dieci agenti della polizia penitenziaria. «Il pastificio non è il paradiso terrestre – ha affermato il sacerdote nell’omelia -. Ma è un luogo che in mezzo all’inferno, inferno non è. Bisogna impegnarsi affinché questo punto di luce rimanga».

La Messa, concelebrata da padre Ottorino Vanzaghi, parroco di Sant’Andrea Apostolo, e da padre Anton Nieto Rodriguez, volontario dei Missionari di Nostra Signora di la Salette, è la prima celebrata nel pastificio, dato che solitamente la liturgia si tiene nell’istituto. Ma in tempo di Quaresima, ha riflettuto don Nicolò, assume un particolare significato. In questo luogo «significa rinascita, significa trasformare un bagaglio di esperienze negative in risorse per il futuro».

La speranza è alla base di questo progetto, realizzato dalla “Gustolibero società cooperativa sociale onlus” per offrire prospettive future ai ragazzi in risposta all’esortazione di Papa Francesco. Il 28 marzo 2013, due settimane dopo l’elezione, Bergoglio celebrò la Messa in Coena Domini nel carcere minorile di Casal del Marmo e lavò i piedi a 12 detenuti di nazionalità e confessioni diverse, tra cui due ragazze. «Non lasciatevi rubare la speranza!», l’invito lasciato ai giovani al termine della celebrazione. Il “Pastificio Futuro” rappresenta un’opportunità concreta per allontanare i ragazzi dai percorsi a rischio intrapresi prima dell’arresto.

Di opportunità parlano anche tre ragazzi presenti durante la visita. Lavorano in  media 4 ore al giorno e mantenendo l’anonimato raccontano che per loro «è un’esperienza importante, un’opportunità per imparare un mestiere e poter trovare un lavoro una volta scontata la pena». Uno confessa che «all’inizio non voleva neanche venire» ma ora è «felice» perché la mattina si sveglia «avendo uno scopo da raggiungere». Per il direttore della Caritas diocesana di Roma Giustino Trincia, il pastificio «è un grande segno di speranza perché consente ai ragazzi di acquisire una professione, di potersi inserire in un contesto lavorativo. È un’esperienza che sta andando avanti molto bene».

La Caritas diocesana sostiene l’istituto minorile anche «acquistando la pasta – prosegue Trincia -. Invitiamo i cittadini a farlo perché, soprattutto in questi primi anni, è importante che ci siano condizioni effettive di presenza sul mercato, è un modo per dare un segno tangibile. Sappiamo che anche da questo punto di vista c’è una crescita che è incoraggiante. Poi, naturalmente, c’è la preghiera per sostenere un’esperienza che va avanti sulle sue gambe». Il presidente della cooperativa Alberto Mochi Onori ha spiegato che, «aumentando le vendite, si vuol raggiungere l’obiettivo di produrre 5 tonnellate di pasta a settimana. Abbiamo ricevuto delle donazioni che abbiamo investito donando 10mila pacchi di pasta ai bisognosi».

20 marzo 2026

 

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